L’importanza del rugosimetro tra gli strumenti di analisi, misura e controllo

Sono tantissime le imprese che rappresentano l’eccellenza del saper fare italiano. Il made in Italy è sinonimo di prodotto di qualità ed efficienza. Questi risultati vengono conseguiti grazie a diversi elementi. Incidono sia il fattore umano (alta preparazione ed ingegno) sia quello strumentale. La precisione in ogni strumento infatti è fondamentale.

Tra gli strumenti di analisi e controllo spicca il rugosimetro. Aziende leader del settore come Vulcanoline propongono i migliori rugosimetri in commercio, portatili, compatti, di facile trasporto, di alta qualità e precisione. Sono ideali per rilevare la rugosità delle superfici quali lamiere, campioni lavorati al tornio, prodotti lavorati da macchine a controllo numerico. Inoltre vengono impiegati per ispezioni post-produzione e controlli di forniture in entrata ed in uscita. Andiamo a scoprire, con l’aiuto dei tecnici della rinomata azienda italiana cos’è e come funziona questo strumento.

Cos’è un rugosimetro

Chi lavora nel campo o ha una formazione scolastica industriale e tecnica ha familiarità con i rugosimetri che vantano differenti caratteristiche strutturali in base al modello tra cui tastatore esterno o integrato a scorrimento. Sono compatti tanto da essere impiegati con una sola mano, forniscono rilevazioni con parametri e filtri differenti.

Il rugosimetro è quindi uno strumento di rilevazione. Lo strumento comprensivo di tastatore si appone sulle superfici da misurare, rispettando le indicazioni della bolla digitale presente a display. A quel punto si aziona lo scorrimento del tastatore. Esso, mediante l’apposita punta di precisione in diamante, segue la rugosità della superficie misurata. Una volta concluso lo scorrimento sul display compare il valore espresso nel parametro selezionato in precedenza. A seconda del modello apparirà ad esempio rugosità ra, rz, rt, rq.

Il rugosimetro per sabbiature o misuratori di profili, detto anche rugosimetro a misurazione di singolo punto, si usa per rilevazioni singole. Si misura la distanza tra picco e valle sulla superficie soggetta ad ispezione. Quando il picco di rugosità è elevato bisogna incrementare la quantità di vernice da applicare per assicurare la copertura idonea della superficie. Se invece, al contrario, il picco di rugosità è troppo basso si può incorrere in una scarsa adesione della vernice alla superficie. Si rischia di subire la perdita precoce della copertura riportata.

I rugosimetri hanno duplice applicazione. Si usano sia per una prova in laboratorio sia per un’ispezione sul campo. E’ il caso di rilevazioni di rugosità di lavorazioni, su lamiere, tubazioni, cisterne, pali, fori, recipienti, componenti meccanici.

Il rugosimetro all’apparenza potrebbe sembrare, per i non addetti ai lavori, uno strumento marginale. Invece, come abbiamo visto, è di fondamentale importanza e ha un impatto sulla vita di tutti i giorni.

Rugosimetro: l’azienda Vulcanoline

Chi conosce molto bene il rugosimetro e le sue applicazioni è Vulcanoline, azienda che apporta un notevole contributo nel settore della strumentazione di analisi, misura e controllo. L’azienda toscana collabora con numerose imprese attive sia in Italia sia nel Mondo. I punti di forza sono il mantenimento di prezzi sempre più competitivi innalzando costantemente la gamma degli strumenti proposti sia a livello tecnico che qualitativo.

Inoltre vi è un servizio di assistenza al cliente rapido ed efficiente sia in fase di vendita sia nella in quella successiva. Lo staff consiglia al cliente la strumentazione idonea. In post vendita viene fornita l’assistenza al corretto impiego della strumentazione comprata. In più è disponibile il servizio di manutenzione e riparazione su tutta la gamma di strumenti proposti.

Cos’è la Rugosità

E’ un insieme di micro irregolarità di una superficie. Nell’ambito della meccanica si definisce come rugosità superficiale. Si tratta di una serie di solchi e di scalfiture. Essi variano per profondità, direzione e forma. La rugosità minore o maggiore di una superficie dipende dalla finitura superficiale. Ciò consente di dare definizione alla micro geometria delle superfici in modo da essere idonee allo scopo per cui sono state realizzate.

Con l’analisi della rugosità superficiale si stabilisce la condizione delle superfici lavorate. Esse vengono spesso classificate in modo sommario sul piano visivo e tattile. Si descrivono come superficie lucida, superficie liscia, superficie ruvida, superficie a specchio. La differenza nella consistenza e nell’aspetto è determinata dalle irregolarità che si trovano sulla superficie dell’oggetto.

Grazie agli strumenti di misurazione si stabilisce la rugosità superficiale che si esprime mediante una scala numerica che ne identifica esattamente la condizione. Quest’ultima infatti non può dipendere da una semplice osservazione visiva o sensazione al tatto.

Sui pezzi di materiali l’irregolarità può essere stata creata appositamente in fase di realizzazione o invece essere causata da vari fattori come vibrofinitura, levigatura o burattatura. Sono tutti processi che determinano irregolarità di diverse forme e dimensioni sovrapposte.

La rugosità condiziona anche le prestazioni del prodotto ultimato. Ad esempio sui componenti di assemblaggio dove la rugosità influisce su durata, attrito, consumo di energia, rumore da funzionamento e tenuta. Incide quindi sulla qualità del prodotto e le eventuali lavorazioni successive come l’applicazione di inchiostri e di vernici. Chi volesse approfondire l’argomento può visitare vulcanoline.it. Qui è presente anche un’interessante sezione blog dove trovare risposte a tutte le domande sui rugosimetri ed il mondo degli strumenti di analisi, misura e controllo.

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