L’acciottolato, pavimenti dal fascino antico

Se stai pensando di realizzare una pavimentazione per esterni in acciottolato è il caso di trattare questo argomento partendo dalle sue radici storiche. Devi sapere che il pavimento acciottolato risale al VII secolo avanti Cristo, ne sono stati ritrovati diversi di quell’epoca. Da allora, soprattutto nel nostro paese, il pavimento acciottolato si è diffuso nei piccoli borghi, nelle stradine come anche viene utilizzato per adornare le piazze e le aree di fronte alle chiese.

Si tratta della posa di ciottoli prelevati dai torrenti dei fiumi che per effetto del tempo e dell’azione dello scorrere incessante dell’acqua, hanno subito una levigatura continua. Non vengono sottoposti ad alcuna lavorazione (se non un lavaggio), sono praticamente perfetti così come si raccolgono. La loro struttura imperfetta, li rende piacevoli alla vista poiché disegnano movimenti e sfumature che si accostano bene con il design urbano.

Sassi sferici perfettamente levigati che una volta posati resistono per tempi lunghissimi mantenendo tutta la loro bellezza ed il decoro delle aree circostanti. Non necessitano di manutenzione o lavoro di ripristino, assicurano il drenaggio corretto delle acque piovane.

Per la posa del pavimento acciottolato bisogna far riferimento a quelle ditte specializzate che hanno appreso la tecnica antica. Le pietre provengono dai torrenti impetuosi ai piedi delle grandi montagne dell’alta Italia.

Un’arte antica e riconosciuta in tutto il mondo

L’acciottolato, oltre che una tecnica per la pavimentazione esterna, rappresenta un vanto dell’Italia in tutto il mondo. Il nostro paese l’ha usata d tempo immemore e solo ultimamente, dal secolo scorso, ha lasciato il passo al cemento asfalto posato su larga scala.

Da più parte nel mondo viene richiesta questa lavorazione per riprodurre angoli di storia copiati dal bel paese. Da italiani non ci facciamo caso poiché non c’è paese, anche minuscolo che non abbia una pavimentazione in acciottolato.

Vari tipi di acciottolato

Molto spesso vediamo la pavimentazione esterna in ciottolato, in accoppiata con il porfido. L’effetto è scenografico e sembra di varcare le soglie del tempo, dove le ville gentilizie la utilizzavano per costruire percorsi e disegni. Le colorazioni dei ciottoli permettono di giocare con effetti mosaici per dare splendore alle dimore importanti, alle piazze come ai  piccoli sentieri. In generale questa tecnica si può utilizzare libera da decorazioni, per realizzare zone ben distinte, suscitando armonie e/o geometrie scenografiche e veri e propri mosaici.

Un particolare utilizzo di questa pavimentazione viene eseguita per convogliare le acque piovane.

Come si posano i pavimenti in ciottolato?

Nell’operazione di posa, le pietre levigate dei torrenti dei fiumi, vengono adagiate e pressate in un sottofondo di malta (o cemento), sabbia e terriccio, sapientemente mescolati. Il terreno va preparato accuratamente e predisposto ad accogliere i materiali. La dimensione dei ciottoli può variare dai 10 cm se parliamo di pavimentazione semplice, fino a quella più complessa fatta di pietre levigate di 2/3 cm.

Le pietre raccolte vanno pulite, passano attraverso un processo di lavaggio per renderle lucenti. Il posizionamento avviene quando il terreno che le deve accogliere è omogeneo ed appiattito a sufficienza.

Nel tempo la tecnica si è affinata ed è da quasi due secoli che si tende ad indurire sempre di più il terreno per assicurarne stabilità ma anche azione drenante.

La battitura o rullaggio rendono il terreno con sabbia e cemento a freddo adatto all’inserimento delle pietre. Bisogna creare un spazio per ogni singola pietra, e lo si fa con un martelletto. Le pietre vengono livellate colpendole una ad una. Lo spazio tra un ciottolo e l’altro viene riempito con calce e cemento. In alcuni casi si usa una soluzione legante. Alla fine della posa occorre bagnare il ciottolato.

Questa non è la sola tecnica che si conosce per la pavimentazione in acciottolato, ne esistono anche di più rapide.

Lascia un commento