Parma. Protocollo per la gestione del Verde Pubblico

Al Wo.Pa il Protocollo di intesa per agroecologia urbana città e scuole verdi. Il verde urbano come elemento strategico della progettazione e rigenerazione urbana per il raggiungimento di molteplici benefici sociali, economici ed ambientali.

Un accordo, sostenuto dalla rete “Per Parma città verde”, per lo sviluppo di città e scuole verdi e dell’agroecologia di comunità e sociale nelle aree pubbliche, passato in giunta comunale, ora è stato firmato dai rappresentanti delle associazioni, e quindi diventato esecutivo. A sottoscriverlo, presso il Wo.Pa di Via Palermo, l’assessore alle Politiche di pianificazione e sviluppo del territorio e delle opere pubbliche del Comune di Parma Michele Alinovi, e i rappresentanti delle associazioni implicate nello sviluppo di città e scuole verdi e dell’agroecologia di comunità e sociale nelle aree pubbliche.

Il protocollo rappresenta un impegno a condividere e sostenere i principi fondamentali di un approccio green per la città, la scuola e la comunità da parte della neo nata rete “Per Parma città verde”, che vede anche la partecipazione del mondo della scuola cittadino, di tante realtà associative e di solidarietà sociale del territorio. Francesca Riolo, di Fruttorti ha coordinato l’attività tra i venti soggetti che hanno deciso di aderire. Michele Alinovi ha riassunto “L’impegno che prendiamo con questo protocollo a partecipazione ampia, sono principalmente: la formulazione di un “Piano del Verde”, previsto per altro dalla L. 10/2013 e la riattivazione della “Consulta del verde” pur in una situazione di risorse molto risicate.

La Città Verde: è da intendersi come una città sostenibile nella quale venga elevata la quota di spazio destinata alle persone e alla natura perseguendo, per quanto possibile, la riduzione del consumo del suolo e dove la natura divenga parte integrante del tessuto urbano per apportare fondamentali benefici ambientali, sociali ed economici. In particolare una città in cui il verde possa essere promosso da mero arredo urbano ad elemento urbanistico fondamentale ed infrastruttura in grado di fornire servizi ecosistemici dall’elevato valore sociale ed economico: la mitigazione dell’inquinamento atmosferico e idrico, regolazione del clima, sequestro del carbonio, riduzione dell’effetto isola di calore e dei relativi consumi energetici ed emissioni, regimazione delle acque e prevenzione alle alluvioni, protezione e formazione del suolo e aumento della sua fertilità, completamento del ciclo dei nutrienti, produzione di cibo, medicine, materiale per l’artigianato.

Antonio Maria Tedeschi, delegato al decoro dall’Ottobre scorso, ha precisato “E’ diventata concreta una strada che attuerà scelte condivise. Si tratta, ovviamente, di una strada più complessa, ma che garantisce anche una visione di lunga durata. Questo protocollo è uno strumento di condivisione e di diffusione di attività in forma di progetto e rispetterà anche l’indirizzo ANCI di contemplare uno sforzo complessivo nel senso del verde: mobilità, arredo verde urbano e ambiente sono connessi e tali vanno progettati”.

In quest’ottica il “verde” apporta alla città inoltre benefici culturali, estetici, paesaggistici, ricreativi e di benessere tipici di un ambiente il più possibile vicino a quello naturale, senza dimenticare i benefici salutari legati alla prevenzione e cura di malattie, alla promozione di stili di vita attiva, ma anche alla protezione della biodiversità, di specie in estinzione e corridoi ecologici che riducono la frammentazione degli habitat naturali (una delle principali minacce alla biodiversità).

Infine, non sono da sottovalutare i vantaggi e gli influssi positivi in termini di attrattività turistica della città. La Scuola Verde: viene intesa come quella scuola che partecipa ai processi di riqualificazione urbana, ai processi di ridistribuzione degli spazi urbani condivisi, restituendo la natura a bambini e ragazzi attraverso aule verdi all’aperto, permettendo loro di sviluppare conoscenza e consapevolezza in particolare dell’ecosistema di cui l’uomo fa parte, ma anche senso di appartenenza, sensibilità, curiosità e capacità pratiche come quelle di produrre il proprio cibo, benessere e svolgere una vita sana e attiva, fornendo opportunità motorie, di gioco e divertimento e di didattiche diversificate.

E’ compresa anche la creazione di spazi comunitari dove poter reperire cibi prodotti nelle aree periurbane, quali mercati a cui afferiscono agricoltori biologici e solidali, al fine di favorire lo sviluppo e il sostentamento dell’agroecologia periurbana e di prossimità dipendenti per natura dal legame con la città, di relazioni etiche e di fiducia tra i produttori e gli altri soggetti della comunità, come dell’accesso a fonti di cibo al di fuori dei circuiti della grande distribuzione. Tra i primi passi operativi che sono previsti nel protocollo c’è la redazione di un Piano del Verde, la riattivazione della Consulta del Verde e l’avvio dell’applicazione delle migliori linee guida regionali, nazionali ed internazionali nella gestione e sviluppo del verde urbano oltre, che la promozione e il sostegno ad iniziative e progetti di Cittadinanza Attiva e Bilancio Partecipato che promuovano le finalità del Protocollo.

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