Il dottor Roberto Cesareo illustra le linee guida degli endocrinologi italiani Ame

Durante il 7° convegno medico pontino FADOI-AME sulle patologie osteometaboliche (patrocinato dalla Asl e dall’Ordine dei Medici, con il sostegno dell’Associazione Tendi La Mano Onlus), svoltosi a Sabaudia e promosso dalla MyTime T&T di Latina, è emersa un’importante ricerca scientifica destinata a contenere in misura favorevole i costi di gestione della spesa sanitaria: il medico endocrinologo e ricercatore Roberto Cesareo ha, infatti, presentato, le nuove linee guida degli endocrinologi italiani Ame per ridurre i costi dell’eccessiva prescrizione della vitamina D.

La vitamina D è, infatti, uno dei farmaci più prescritti in Italia. Per quanto il suo costo sia basso, il costo cumulativo di milioni di prescrizioni raggiunge cifre importanti. A questo si deve aggiungere il costo del dosaggio dei suoi livelli plasmatici, entrato ormai nella routine di molti percorsi diagnostici, anche senza una chiara validazione.  In una sessione molto partecipata del congresso nazionale AME (associazione medici endocrinologi italiani del 2016) sono stati identificati gli aspetti tecnico scientifici su cui fare chiarezza. L’Associazione ha dato quindi mandato a un gruppo di soci, esperti clinici del campo, di stilare un documento con raccomandazioni cliniche relative a tali aspetti.

In questo mese sono state, infatti, pubblicate le linee guida degli endocrinologi italiani su una prestigiosa rivista internazionale, Nutrients, in merito al corretto approccio diagnostico e terapeutico nei pazienti con carenza di vitamina D. Il dottor Roberto Cesareo, che nel convegno ha incantato la platea per carisma, competenza e chiarezza nell’esposizione, è stato il primo coordinatore di questo gruppo di esperti e ha divulgato i risultati di questo lavoro scientifico a più di 100 specialisti nelle patologie osteometaboliche, facendo rilevare per l’appunto i costi rilevanti correlati alla eccessiva prescrizione di vitamina D in soggetti che probabilmente non ne hanno bisogno.

In tutta la sua carriera di medico e ricercatore, il dottor Cesareo ha messo sempre in luce delle eccellenti competenze che lo hanno collocato nell’elite internazionale della medicina e della ricerca scientifica e la città di Latina, dove presta servizio nel reparto di endocrinologia dell’Ospedale S.M. Goretti, va fiera di annoverare un professionista di questo assoluto valore nel proprio territorio. La vitamina D, come riportato in queste linee guida, è sicuramente efficace in particolari categorie di pazienti (soggetti con osteopenia o osteoporosi, in trattamento con farmaci per la cura dell’osteoporosi, affetti da fratture da fragilità ossea, con storia di ripetute cadute, in gravidanza o nel periodo dell’allattamento, obesi, affetti da sindromi da malassorbimento, iperparatiroidei, con patologie epatiche con disfunzione di organo, o coloro che assumono determinati farmaci che riducono la sintesi e l’assorbimento della vitamina D), ma il suo dosaggio come semplice screening non è proponibile a tutta la popolazione non a rischio di patologie sana ed inoltre i valori soglia per definire un individuo come “carente di vitamina D” sono stati rimodulati in quanto anche questo, a detta di questi esperti, è stato un motivo di una incongrua prescrizione. Oltre al dottor Roberto Cesareo, prima firma di questa ricerca scientifica, ecco gli altri valenti ricercatori di questo importante risultato: Roberto Attanasio (Milano), Marco Caputo (Venezia Mestre), Roberto Castello (Verona), Iacopo Chiodini (Milano), Alberto Falchetti (Firenze), Rinaldo Guglielmi (Albano Laziale), Enrico Papini (Albano Laziale), Assunta Santonati (Roma), Alfredo Scillitani (San Giovanni Rotondo), Vincenzo Toscano (Roma), Vincenzo Triggiani (Bari), Fabio Vescini (Udine), Michele Zini (Reggio Emilia).

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