Luigi Capasso non ha detto che Alessia e Martina erano già morte

Premeditazione o lucida follia? Per ben 9 ore il sottufficiale napoletano ha finto (o forse aveva rimosso) che le bambine Alessia e Marina fossero vive. Potrebbe in effetti avere rimosso mentalmente quello che aveva fatto. Luigi Capasso sapeva che prima o poi i reparti speciali dell’Arma avrebbero fatto irruzione nell’appartamento in via Collina dei Pini a Cisterna di Latina per tentare di salvare le bambine.

L’appuntato (in servizio a Velletri) è andato avanti a parlare con i colleghi ma anche con i mediatori specializzati, con amiche della moglie, parenti e amici, che con il giubbotto antiproiettile erano stati autorizzati a incontrare il militare fuori di sé. Su facebook piovevano gli appelli a salvare le bambine. Ma il silenzio in casa. Le testimonianze dei vicini. Tutto lasciava presagire il peggio.

Per ore con il fiato sospeso

L’Italia per ore ha aspettato speranzosa che le bambine fossero liberate. Che le avesse uccise subito dopo essere entrato in casa non lo aveva detto, infatti, a nessuno. Durante le trattative con i mediatori dei Carabinieri   non ha mai detto che le bambine erano già morte. L’appuntato dei Carabinieri Luigi Capasso ha sparato anche contro di loro, dopo averlo fatto in garage poco prima con la moglie Antonietta Gargiulo.

I vicini di casa avevano udito all’alba ben più dei tre colpi di pistola sparati contro la moglie. Quella delle voci, delle grida delle bambine, che non arrivavano dall’appartamento erano un mesto presagio. Poi il militare, affacciato dal balcone, non ha risposto più. E’ rientrato in casa e si è sparato. I problemi della coppia, la separazione che si apprende fosse in corso da mesi. Cosa realmente abbia fatto scattare il raptus saranno gli inquirenti a stabilirlo. Le immagini di una famiglia felice sui profili facebook stridono con quelli di oggi. Una famiglia che non c’è più. Due angeli volati in cielo uccisi dal padre, l’uomo che si è tolto la vita e la moglie che lotta per vivere a Roma.

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