Niente più cd dal 2022 ma super audio e bluray sono in affanno

Niente più cd dal 2022. Il Compact Disc volge verso il declino definitivo. Sony ha licenziato 375 lavoratori addetti a Terre Haute, la prima e ultima fabbrica di cd che sopravviva negli USA. Dave Rubenstein mette fine ad un’era.

Niente più cd dal 2022: il declino

La storia era iniziata nel 1953. Era una fabbrica di vinili per la Columbia Records. Sony ha acquisito lo stabilimento in Indiana nel 1985. Per 33 anni da Terre Haute sono usciti 11 miliardi di dischi ottici.

Negli Anni Novanta il cd spazzò via musicassette e vinili. Musica di qualità nell’ascolto ma anche estrema facilità di masterizzazione. Chiunque poteva duplicare il disco originale. A dare un colpo al Cd l’mp3 e il primo ipod nel 2001. Il supporto audio è diventato liquido.

Mentre si assiste al declino del CD torna il vinile con un fenomeno dell’11% della produzione discografica italiana. Negli Stati Uniti è al 28%. Ascoltare musica su vinile conserva il suo fascino anche con il trascorrere del tempo.

Poche alternative al cd

Se però il cd è destinato a scomparire definitivamente dal commercio entro il 2022, c’è da chiedersi quale soluzione d’ascolto musicale prenderà il suo posto. I formati ad alta risoluzione infatti stentano a decollarte. Super Audio Cd e Bluray Audio, che garantiscono un’esperienza d’ascolto senza precedenti, faticano ad imporsi al grande pubblico di ascoltatori di musica.

C’è la musica ascoltata in streaming, buona per le casse del computer o le cuffie dello smartphone. E dall’altro lato la musica in vinile su cui attualmente vengono riversati album incisi perlopiù con tecniche digitali e concepiti per il nuovo mercato globale. Formati audio e supporti per l’ascoltatore finale dovranno quindi trovare una nuova sintesi nell’era post cd dal 2022 in poi. Le case discografiche, gli artisti, i produttori di tecnologia, dovranno individuare insieme il compromesso migliore per gli Anni Venti del nuovo secolo musicale.

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