Dieta oloproteica, il potere della ‘liposuzione’ custodito in un regime alimentare

La dieta oloproteica realizza il sogno di tutti quegli uomini e di quelle donne in sovrappeso, o, che comunque, soffrono di quei fastidiosissimi e antiestetici cuscinetti di grasso, di sbarazzarsene con una liposuzione mirata, ma senza passare però, per bisturi o per sale operatorie.

Si tratta in effetti, di un regime alimentare studiato in Campania, dal dott. Giuseppe Castaldo (responsabile dell’Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica A.O.R.N. e di Alta Specialità “San Giuseppe Moscati” di Avellino) e dal suo staff, che prende il nome di “liposuzione alimentare”. Appellativo meritato proprio per l’analogismo tra la pratica di aspirazione meccanica del grasso localizzato, nell’operazione ospedaliera, e l’effetto naturale che invece, questo regime alimentare produce sul metabolismo dei grassi (attraverso il controllo enzimatico degli ormoni, insulina e cortisolo) che porta poi al loro ‘scioglimento’.

Da non confondere con le diete iperproteiche che non tengono conto di quantità e di qualità delle proteine e degli amminoacidi necessari all’organismo, permette, tuttavia, un dimagrimento compreso tra il 7% e il 10% del peso totale, in soli 21 giorni.

 

Dieta oloproteica, cos’è e come funziona
Questo rivoluzionario regime alimentare si basa sull’eliminazione completa dei carboidrati nella prima fase della dieta, introducendo invece, l’assunzione di: proteine tramite integratori e cibi, verdure e pochissimo olio extravergine di oliva, per un massimo di 21-28 giorni. In buona sostanza, il sistema costringe l’organismo ad attivare e sfruttare il processo di ‘chetosi’ (di base condizione metabolica poco favorevole energeticamente), bruciando i grassi in riserva per prelevare l’energia necessaria al mantenimento delle attività normali del corpo. Tramite questo processo metabolico innato si favorisce il dimagrimento immediato e la diminuzione del senso di fame.

Importante però, è iniziare la dieta sotto la guida specialistica di medici e dietologi esperti che se non seguita correttamente, potrebbe causare, sul lungo periodo, delle conseguenze poco piacevoli.

 

Cosa mangiare nella dieta oloproteica?
Come detto, il regime bilancia in modo perfetto tutte le sostanze nutrienti coadiuvando l’apporto vitaminico con degli integratori ad hoc. Il KIT OLOPROTEICA – Amin Biodiet della GEFO Nutrition srl, completo di tutti gli elementi alimentari utili al corretto funzionamento della dieta, si è rilevato il supporto più efficace, tra quelli in commercio, grazie ad una diversa e più innovativa formulazione degli integratori stessi.

Queste le caratteristiche del quadro alimentare:

  • Una quantità di zuccheri molto bassa
  • Una quantità molto bassa di lipidi (solo olio extravergine di oliva come condimento)
  • Una quota di proteine rapportata al peso ideale del soggetto (dieta normoproteica)
  • Una stabilità aggiunta di vitamine (C, E, B6, D3, A), minerali (calcio, magnesio, potassio) oligoelementi (cromo, zinco, silici), antiossidanti (coenzima Q10, carnitina), alcalinizzanti (bicarbonato di potassio, carbonato di calcio e magnesio) con il KIT OLOPROTEICA
  • Una durata di 21-28 giorni

 

Cibi vietati
Per garantire i risultati sperati, nella prima fase del regime oloproteico bisognerà eliminare tutti i cibi grassi e i carboidrati come: pasta, pane e riso, comprese le tipologie integrali.

Banditi anche zucchero e dolci, latticini stagionati, insaccati e salumi, fritti e soffritti, alimenti precotti o cibi pronti.

Inutile neanche citare merendine e snack industriali, per non parlare poi degli alcolici.

 

Il regime oloproteico tra pro e contro
Come ogni metodo alimentare anche la dieta oloproteica si trascina dietro dei vantaggi e degli svantaggi. In base ad alcuni studi effettuati su di un campione specifico di pazienti, si è riscontrato che agisce positivamente sulla circolazione con un ritorno venoso e linfatico, che ha un effetto tonico grazie alla produzione di corpi chetonici responsabili anche della diminuzione del senso di fame; di contro, l’assenza di zuccheri semplici dal quadro alimentare iniziale, si è riscontrato comporti una cefalea e una stanchezza diffusa nei primi giorni, una probabile irregolarità nel transito intestinale per la riduzione del volume alimentare, iperuricemia poi, se la dieta non è integrata attraverso un’adeguata assunzione di acqua, un possibile affaticamento renale a lungo andare per l’acidosi metabolica e una precoce artrosi a causa del consumo delle riserve alcaline del corpo. Per queste possibili controindicazioni la dieta oloproteica è consigliata solo per brevi periodi e sempre sotto stretta osservazione medica.

 

Riassumendo:

Vantaggi

 

Svantaggi

 

Veloce perdita di peso e dell’adipe localizzato

 

Cefalea principalmente nei primi due giorni
Miglioramento dell’indice glicemico e metabolico

 

Alitosi per l’aumento dei corpi chetonici
Assenza di fame e di stanchezza Stitichezza per riduzione del volume alimentare
Miglioramento del sonno Modifiche transitorie del flusso mestruale
Elasticità del tono muscolare e della pelle

 

Crampi muscolari e tachicardia per carenza di potassio e calcio

 

 

 

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