Sinistre unite in una lista ma mai alleate con Matteo Renzi

La resa dei conti è arrivata. Matteo Renzi pensava di avere messo all’angolo la minoranza dem e salutava la scissione come un bene. A distanza di mesi i conti non tornano a Firenze. Persa la Sicilia, ko sonoro ad Ostia e sondaggi che danno il PdR in picchiata libera. Il renzismo è all’angolo e tutti chiedono la testa del capo. Le Sinistre si uniscono e rimangono anti renziane. Articolo 1 – Mdp ha approvato all’unanimità la relazione di Roberto Speranza, per la lista unitaria con Sinistra Italiana e Possibile. L’annuncio ufficiale si terrà nell’assemblea del 3 dicembre. Intanto Pierluigi Bersani ribadisce il suo no alla coalizione con i dem. “La sinistra unita ha perso in tanti posti, dovrebbe chiedersi come mai ma non ho visto nel Pd una esigenza di riflessione”.

L’ex segretario boccia le manovre di Piero Fassino. “Secondo me i “pontieri”, tutte queste persone, sottovalutano alcune situazioni. Un pezzo del popolo se ne è andato e per rimetterlo in moto non basta portare l’acqua al solito mulino”. “Non chiudo le porte ma abbiamo letto la legge elettorale? Ci si ritrova comunque in Parlamento. Non vince nessuno con quella roba lì”.

Roberto Speranza rincara la dose. “Penso che Renzi sia un nome del passato e non un nome del futuro. Vogliamo esprimere un’altra cultura politica e fare l’unità senza cambiamento è solo una alchimia elettorale che non porta da nessuna parte”. “Penso che questa assemblea debba decidere di andare dritta e costruire quella nuova proposta che ancora non c’è. Propongo alla assemblea di decidere di costruire una forza unitaria e aperta con tutte le forze progressiste che condividono questa idea e questa prospettiva”.

Dello stesso avviso è Sinistra italiana. “Di fronte a questo Pd, al Pd di Matteo Renzi, le porte sono chiuse — dichiara il segretario Nicola Fratoianni -. Il compito di Sinistra italiana è quello di lavorare a un polo autonomo e alternativo”. “Oggi ci chiedono sorprendentemente l’alleanza: dopo aver fatto politiche con la destra, rivendicano l’efficacia di quelle politiche che noi individuiamo come le cause della rottura con il nostro popolo. Ci hanno chiamato gufi e irrilevanti salvo poi chiederci il voto utile. Ci chiedono il voto utile, lo stesso della campagna siciliana, dove hanno impiegato tutto il tempo a combattere contro Claudio Fava, invece di impiegarlo per frenare il M5S Cancelleri”.

Anche tra i dem c’è chi boccia Matteo Renzi. Andrea Orlando su Skytg24 sostiene che “con questa legge elettorale ormai non c’è un automatismo, la coalizione di centrosinistra si deve costruire sulla base del programma, poi, sul candidato premier, ci saranno modi e tempi per discutere”. Giuliano Pisapia rimane in posizione intermedia. Il leader di Campo progressista ha detto. “Ci ripensino. Troviamo insieme il modo per evitare di regalare il nostro Paese a chi l’ha già rovinato tante volte”. “In un momento così difficile per il Paese si trovi un modo per fare non dico tutto ma almeno un pezzo di percorso insieme per evitare una vittoria dei 5 Stelle, dei populisti e delle destre”.

matteo renzi in tour

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