Roma. Per gli inquirenti Maurizio Diotallevi ha premeditato tutto

Secondo gli inquirenti Maurizio Diotallevi aveva un piano. Si è procurato la sega e i sacchi. Ha stretto le le mani al collo della sorella Nicoletta, l’ha fatta fa a pezzi per trasportarla più facilmente. Ha ripulito il sangue per eliminare ogni traccia. Ha scelto il giorno di ferragosto nel silenzio del condominio del Flaminio.

Maurizio DiotalleviL’uomo di 62 anni ha ucciso la sua sorellina di 3 anni più piccola con la quale conviveva. I due fratelli affittavano una stanza della casa agli studenti per guadagnare qualcosina.

“Lei mi trattava come un ragazzino” ha dichiarato nel corso dell’interrogatorio. La donna faceva la baby-sitter, teneva lezioni di yoga, si dava da fare per portare avanti lei e il fratello.

L’omicida ha lavorato per Vodafone, PosteMobile BtItalia, Wind, Club4business. Tutti nel palazzo erano a conoscenza della condizione dei due. L’uomo ha vissuto sempre in quella casa, prima con i genitori, poi solo con la madre e dal 2004, da quando lei non c’era più, con la sorella Nicoletta che aveva deciso di trasferirsi lì. Maura, l’altra sorella di 55 anni, vive per i fatti suoi, per un periodo anche lontano da Roma. L’appartamento assegnato agli ufficiali dell’esercito era passato poi all’Ater e acquistato dalla vedova poco prima di morire.

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