C’è la conferma: il cadavere di Vincenzo Ruggiero gettato in mare a Licola

Si concentrano nel mare di Licola le ricerche del corpo di Vincenzo Ruggiero. A dare indicazione su dove cercare è stato Ciro Guarente (leggi qui i dettagli) l’assassino che nel frattempo ha confessato. “Si, l’ho ucciso io Vincenzo, perché aveva una relazione con il mio compagno: poi dopo ho caricato il cadavere in auto e l’ho gettato in mare a Licola”. Ha ammesso le sue responsabilità l’uomo di 35 anni di Giugliano in Campania fermato per omicidio e occultamento del cadavere.

L’omicidio è avvenuto il 7 luglio

In un primo momento si pensava ad un allontanamento volontario. I Carabinieri, guidati dal maggiore Antonio Forte, hanno iniziato a monitorare eventuali movimenti della vittima, a controllare se avesse prelevato contanti dal suo conto, ma non è emerso alcuna movimentazione.

Gli inquirenti hanno scoperto che uno studio privato ubicato di fronte casa della vittima, ad Aversa, aveva la telecamera puntata sull’ingresso dell’abitazione del giovane, e hanno passato al setaccio le immagini di quella sera. Hanno notato il trentenne mentre entrava nel portone dell’abitazione della vittima, poi l’arrivo di quest’ultimo. Le telecamere hanno immortalato qualche ora più tardi l’omicida mentre caricava delle valigie nella sua auto, e poco dopo mentre trasportata qualcosa di molto pesante.

La confessione

Il presunto omicida ha atteso l’amico, e all’arrivo di quest’ultimo i due hanno iniziato a litigare per gelosia. Ci sarebbe stata una colluttazione durante la quale il trentenne ha spintonato con forza Ruggiero che è caduto sbattendo la testa contro un mobile appuntito morendo sul colpo. L’omicida ha caricato in auto il corpo e gli oggetti personali della vittima e si è diretto verso il mare, a Licola, e vi ha gettato il corpo, facendo poi sparire il cellulare e gli altri oggetti personali della vittima.

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