Porto d’Ascoli. Morte di Francesca Galazzo non è escluso il gesto volontario

Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi per spiegare la morte di Francesca Galazzo. C’è anche quella che la donna di 27 anni potrebbe avere sganciato da sola le cinture di sicurezza. Non si può, al momento, scartare l’ipotesi del gesto volontario. Potrebbe esserci stata una reazione legata al panico, anche se la famiglia lo esclude (leggi qui).

La Procura di Ascoli Piceno non esclude l’eventualità del non corretto funzionamento delle cinture e dell’imbottitura posta sulle spalle del passeggero. Tutti e due i presidi di sicurezza sono stati trovati integri.

La ricostruzione

L’amica che era salita con lei nella capsula gravitazionale a Porto d’Ascoli (frazione di San Benedetto del Tronto) riferisce che, quando sono state lanciate verso l’alto, una gamba della giovane madre sarebbe scivolata fuori. La ragazza avrebbe tentato di ritirare dentro la gamba ma a quel punto il roll bar che aveva sulle spalle, a sua volta agganciato alla barra orizzontale, si è aperto.

La donna ha provato a rimanere agganciata all’imbracatura imbottita, ma quando la capsula ha ruotato di 360 gradi non ce l’ha più fatta a tenersi ed è scivolata verso il basso, senza che il secondo presidio di sicurezza, la cintura, riuscisse a trattenerla.

Filmati amatoriali dell’incidente

La Procura ha sequestrato l’attrazione. Sarà l’inchiesta della magistratura a stabilire cosa non ha funzionato nel dispositivo di sicurezza al quale la giovane era stata agganciata prima che l’attrazione venisse messa in movimento dal personale preposto. Gli inquirenti sono alla ricerca di filmati amatoriali in cui possa essere stato ripreso l’incidente.

La Galazzo era nella capsula, che può ospitare due persone, con un’amica che non ha fatto chiarezza sulla. La capsula gravitazionale viene lanciata ad alta velocità verso l’alto da corde elastiche agganciate alla sommità di due pali laterali e compie ulteriori evoluzioni durante il minuto previsto, compresa la rotazione su se stessa, ribaltandosi e generando una sensazione di confusione. Probabile che l’amica della donna non si sia resa conto di cosa stesse avvenendo. La vittima sarebbe caduta sulla piattaforma sottostante quando la capsula, dopo aver raggiunto la quota massima di altezza, stava riscendendo verso il punto di partenza.

“Preghiamo per questa ragazza e per il suo bambino”

Lo ha dichiarato il vescovo Carlo Bresciani. Al dolore dei familiari si è unito il sindaco Pasqualino Piunti. “E’ una tragedia immane che colpisce tutta la nostra comunità”.

Dopo l’autopsia, potranno essere celebrati i funerali. Mentre si attende di fare chiarezza su quanto accaduto e sulle responsabilità, a San Benedetto del Tronto, c’è grande mestizia e sono centinaia i messaggi di cordoglio sulle bacheche facebook.

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