Più dialogo e fisco più semplice: i propositi dei commercialisti per il 2017

Questo nuovo anno si apre con un clima di cambiamento per i commercialisti che ormai da molti mesi si stanno impegnando affinché, col nuovo Governo, si apra un tavolo di confronto in merito alle problematiche sorte con il Governo precedente.

Un’intera categoria congiunta verso il primo sciopero

Come ormai noto i motivi del malcontento diffusosi tra i professionisti della categoria sono da ricercarsi nei gravosi e numerosi adempimenti previsti dal decreto fiscale, D.L. n. 193/2016, presentato dall’ex Premier Renzi e dal Ministro dell’Economia Padoan, misure che, secondo i sindacati, “non solo disattendono le numerose e continue promesse di semplificazione, ma addirittura contribuiscono a complicare ulteriormente il funzionamento del sistema fiscale del Paese”.

Il decreto, infatti, prevede otto nuovi adempimenti per la comunicazione dei dati Iva, che hanno cancellato lo spesometro annuale prevedendo però in sostituzione due nuove comunicazioni trimestrali relative a dati e fatture emesse e ricevute e alle liquidazioni periodiche Iva. Tale provvedimento non andrà a punire i veri evasori, cioè coloro che non dichiarano, bensì imprese già in stato di difficoltà dovuta alla crisi, almeno secondo quanto dichiarato da Marco Cuchel, presidente dell’Associazione nazionale commercialisti (Anc). Saranno proprio i clienti dei commercialisti a subire per primi gli effetti del nuovo DL, in quanto sarà compito loro, nei prossimi mesi, provvedere a pagare questi 8 adempimenti fiscali. Professionisti che già ora trovano difficoltà a gestire e pagare i servizi contabili, senza contare i disagi provocati da scadenze tendenzialmente sempre più strette.

Ottenere una proroga delle scadenze relative al nuovo spesometro trimestrale 2017 sarebbe già di per sé un buon traguardo per commercialisti ed imprese.

Nel corso di questa prima astensione di massa della categoria resteranno garantiti i servizi indispensabili, ex articolo 5 del Codice di autoregolamentazione dello sciopero, tra cui l’apertura d’ufficio per un minimo di due ore e la predisposizione e consegna di buste paga o F24.

I costi del sistema fiscale

Secondo una nota emessa dalle sette sigle sindacali (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdcec, Unico), ammonta a circa un totale di 46 miliardi di euro il costo burocratico annuale di imprese e professionisti, costo dovuto, appunto, all’enorme complessità del sistema fiscale.

Dai calcoli di Confprofessioni Lazio è emerso che la spesa media per imprese e professionisti relativa ai nuovi adempimenti previsti dal D.L. n. 193/2016 sarà di 480 euro annui nel 2017, mentre per il 2018 la cifra sale a 720 euro. Appare evidente come tali cifre scoraggino gli investimenti e finiscano per alimentare polemiche su una mancata ma più urgente lotta all’evasione fiscale.

Roma: la manifestazione del 14 dicembre e lo sciopero

La manifestazione di protesta dello scorso 14 dicembre, svoltasi a Roma, ha portato all’elaborazione con successiva proclamazione del primo dei due scioperi previsti nel 2017. Questa prima serrata avrà durata 8 giorni ed è prevista a cavallo tra febbraio e marzo 2017, nel dettaglio tra la mezzanotte del 26/02 e la mezzanotte del 06/03, comprendendo la scadenza del 28 febbraio per la dichiarazione Iva 2017. L’astensione colpirà appunto l’invio della dichiarazione annuale Iva, oltre che la rappresentanza dei contribuenti innanzi alle commissioni tributarie provinciali e regionali.

L’obiettivo è quello di far comprendere la necessità di una semplificazione degli adempimenti fiscali, dando al contempo un forte segnale di coesione e di comunità d’intenti. Alla manifestazione, tenutasi presso piazza Santi Apostoli a Roma, si sono contati circa 3mila partecipanti tra commercialisti, contribuenti ed imprese. Molte realtà on-line hanno seguito in diretta la giornata, dando ampia visibilità ad un evento primo ed unico per la categoria.

Per partecipare allo sciopero occorre comunicare all’Agenzia delle Entrate la volontà di aderirvi, a tal fine i sindacati sono al lavoro per la preparazione di un vademecum utile ad evitare sanzioni relative alle scadenze.

Riaprire il dialogo con i clienti – il secondo obiettivo dei commercialisti per il 2017

Molti commercialisti sentono l’esigenza di tornare ad avere più dialogo con i propri clienti per riportare loro ruolo a quello del consulente fidato come lo era una volta, e non un semplice redattore del bilancio e segnalatore di tasse da pagare.

In quest’ottica molti si affidano a portali web come Fazland che favoriscono un contatto diretto tra i professionisti e i clienti. Il vantaggio di questi portali è che i clienti possono fare richieste di preventivo gratuite e hanno la possibilità di dialogare con diversi commercialisti. Il dialogo viene incentivato tramite un sistema di feedback e recensioni che permettono ai clienti di valutare i commercialisti e raccomandarli presso gli altri clienti. Grazie a questi portali i commercialisti possono entrare in contatto con moltissimi nuovi clienti sul web e instaurare un rapporto di reciproca fiducia.

Un primo segnale di questa sentita esigenza di dialogo da parte dei commercialisti è rappresentato dal seminario che è stato organizzato il 13 gennaio a Mestre con lo scopo di migliorare la qualità dei rapporti e delle interazioni tra professionisti. Alla base del summit la convinzione che innovazione tecnologica e digitalizzazione debbano essere necessariamente accompagnate da capacità relazionali, di dialogo, mediazione e negoziazione, al fine di un miglior rapporto con il cliente. La creazione di un ambiente sano e costruttivo appare, in quest’ottica, il metodo migliore per imparare a gestire i conflitti, scambiare informazioni in maniera corretta, convertire la negatività in dimostrazione di fiducia e responsabilità.

Tra i relatori che hanno partecipato al seminario troviamo: Carlo Mosca, arbitro, avvocato, docente e mediatore; Antonio Nascinben, impegnato nel settore assicurativo; Michela Colin, Presidente dell’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie; Alessandro Motta, dottore commercialista.

Il comunicato stampa

Riportiamo di seguito il testo integrale del comunicato stampa delle Associazioni nazionali di commercialisti, in cui si annuncia il primo storico sciopero nazionale indetto per questa categoria:

“Roma, 12 gennaio 2017

Le Associazioni nazionali dei commercialisti, ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO, firmatarie del codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive dalle attività dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2014, proclamano l’astensione collettiva della categoria. Nonostante al tavolo di confronto tra le Associazioni scriventi ed il Ministero delle Finanze, aperto prima dell’approvazione della legge di stabilità e del decreto fiscale collegato, siano state presentate, discusse, ed in particolare condivise, numerose proposte di semplificazione fiscale e di razionalizzazione delle scadenze, gli ultimi provvedimenti legislativi, quali il D.L. 193/2016 e la Legge di Stabilità 2017, hanno disatteso le aspettative di semplificazioni aggravando gli adempimenti e disconoscendo ancora una volta il rispetto dello Statuto del contribuente. Si rende pertanto necessaria una azione più netta e decisa per dare voce e corpo alla protesta ed al rifiuto della ormai inaccettabile vessazione dei contribuenti e dei professionisti che li affiancano per assisterli ed aiutarli. L’astensione, già anticipata nel corso della manifestazione del 14/12/2016, riguarderà le seguenti attività:

1) Invio telematico delle dichiarazioni annuali IVA relative all’anno 2016;

2) Rappresentanza in seno alle Commissioni tributarie.

L’astensione avrà decorrenza dalle ore 24:00 del giorno 26.02.2017 e terminerà alle ore 24:00 del giorno 06.03.2017. Durante il periodo di astensione saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili di cui all’art. 5 del codice di autoregolamentazione vigente. E’ stato richiesto un incontro al MEF ed all’Agenzia delle Entrate per illustrare le modalità di effettuazione dell’astensione collettiva e per concordare ulteriori dettagli organizzativi. Sarà cura delle associazioni di categoria organizzare incontri sul territorio per sensibilizzare ed informare i colleghi sulle corrette modalità di astensione.

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