Lavello, tavola rotonda sulla legge sull’Agricoltura Sociale

A Lavello sabato 3 ottobre alle 17,30 si terrà una tavola rotonda organizzata dall’associazione “Impariamo”, in cui verrà presentata la legge sull’Agricoltura Sociale.

La nuova legge verrà illustrata dall’ Onorevole Maria Antezza componente della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) e dall’Assessore all’Agricoltura e alle Politiche Forestali Luca Braia.

“Oggi per la prima volta – spiega l’associazione “Impariamo” – questa realtà dinamica e multiforme come l’agricoltura sociale, risorsa importante per il welfare, ottiene un riconoscimento istituzionale e una definizione grazie alla legge sull’agricoltura sociale, approvata ad agosto con la legge n. 141 in vigore dal 23 settembre. Un aspetto della multifunzionalità delle imprese agricole finalizzato allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo, allo scopo di facilitare l’accesso adeguato e uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone rurali o svantaggiate. Da qui nascono fattorie didattiche, giovani e adulti si avvicinano ai prodotti alimentari della terra, ai mestieri della campagna; donne vittime di violenza o madri a rischio marginalità si inseriscono nell’agricoltura, agriasilo e agrinido in cui i bambini giocano all’aria aperta, imparano a vivere immersi nella natura, a contatto con gli animali e con le piante; aziende agricole e cooperative sociali in cui disabili fisici e psichici, anziani, persone con un passato di detenzione o di tossicodipendenza apprendono pian piano a diventare autosufficienti, recuperando dignità e sicurezza, attraverso la fatica e l’impegno del lavoro nei campi, l’allevamento degli animali, la multifunzionalità delle pratiche agricole, in uno spirito di collaborazione. È questo un modo per sostenere e promuovere l’integrazione sociale e lavorativa delle fasce più deboli della società, in un’ottica di collaborazione propositiva tra le aziende agricole e queste realtà che assumono quindi un valore aggiunto. Unendo le due esigenze è possibile trarre un modello di azione improntato sui valori sociali e sull’inclusione di coloro che sono in difficoltà. Agricoltura sociale vuol dire aziende agricole, cooperative sociali, organizzazioni del Terzo settore che, in collaborazione con gli enti pubblici e i servizi socio-sanitari, coniugano le pratiche agricole ad attività ed esperienze di accoglienza, reinserimento sociale e lavorativo di persone in difficoltà e a rischio di emarginazione, promuovendo percorsi terapeutici di riabilitazione e di inclusione sociale. Un mondo spesso silenzioso ma dotato di una preziosa capacità: quella di riportare l’agricoltura alla sua antica, tradizionale vocazione solidale”.

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