Pisa, il teatro ambulante invade il centro

Risale al medioevo la tradizione dei teatrini trasportabili che le compagnie girovaghe erigevano nelle piazze, con scene modeste issate su trespoli e palcoscenici improvvisati – il cosiddetto carro di Tespi.

Un vero e proprio carro di Tespi ha attraversato ieri, sabato 6, giugno il centro di Pisa ed è stato capace, in un afoso pomeriggio di giugno, di realizzare qualcosa di gioioso, giocoso e coinvolgente. Una carovana di persone ha seguito le Compagnie teatrali pisane unite per la prima volta in un esperimento riuscitissimo, quello di portare il teatro lungo un percorso che dalle Logge dei Banchi si è snodato fino alla piazzetta Haring, passando da corso Italia e arrivando fino alla stazione centrale.

Un viaggio nel tempo al cospetto di una compagnia brancaleonica che ha divertito “lo volgo pisano becero e ignorante” che è accorso allo spettacolo teatrale. E lungo il percorso, lo stuolo di gente che seguiva la compagnia e il suo carro di Tespi si arricchiva di nuovi spettatori che seguivano Don Chischiotte lungo il percorso, come se le vie di Pisa – per un pomeriggio – fossero diventate le vie di Hamelin.

Si è cominciato alle Logge dei Banchi dove un Don Chisciotte sui trampoli a cavallo del suo Ronzinante, e il fedele Sancho Panza hanno divertito e coinvolto il pubblico nella prima rappresentazione. Poi la gente accorsa allo spettacolo, al seguito del suo Don Chischiotte ha percorso “lo corso Italia” e seguito le varie rappresentazioni: esorcismi e mariolerie boccaccesche, un Bonifacio VIII in vernacolo pisano, guitteschi stornellatori e divertentissimo inni e lodi al Santissimo Patrono Ranieri

I Sacchi di Sabbia, Marco Azzurrini, il Teatro del Tè, i Pesopiuma, i Teatri della Resistenza e La Ribalta Teatro hanno centrato l’obiettivo che si erano proposti, ovvero quello di portare il teatro fuori dai luoghi tradizionali negli spazi più decentrati e difficili della città: un altro degli aspetti veramente belli di questa grande compagnia e del pubblico che l’ha seguita è stato non solo il clima di gioia e di leggerezza, ma anche la sensazione bellissima di vivere la città e riappropriarsi davvero dei luoghi guardandoli con occhi nuovi: con la sgangherata compagnia abbiamo rivisto un po’ di bellezza.

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