La storia di Pisa raccontata con brocche, monete e altri oggetti di uso quotidiano

Aperta al pubblico la sezione archeologica “Le Fondamenta” che sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 19 e sabato e domenica dalle 10 alle 20, con ingresso gratuito. Palazzo Blu ha sempre voluto essere un luogo della memoria e dell’identità di Pisa. Accanto alle grandi mostre d’arte autunno-invernali, organizza infatti, in primavera esposizioni che si richiamano alla nostra vita ed alla nostra storia, come i Segni della Guerra, attualmente in corso, che racconta come Pisa ed i suoi abitanti abbiano vissuto quel periodo cruciale di cento anni or sono.

Ma il carattere identitario è forte anche nelle collezioni che sono esposte permanentemente nel palazzo e nel suo stesso allestimento: la raccolta della Fondazione Pisa ha infatti come oggetto opere in rapporto con il nostro territorio per autore, tema o committente, e nel palazzo, la cui lunga storia è ricordata dagli scavi all’ingresso e dagli stemmi delle famiglie che lo hanno posseduto nei secoli che sono appesi lungo lo scalone, è stata ricreata una tipica dimora nobiliare pisana del periodo a cavallo fra otto e novecento.

Seguendo gli esempi presenti in tante città europee anche Palazzo Blu, pur nella sua modesta dimensione, ha ritenuto di avere una storia da narrare ed allestito a questo scopo, alcuni spazi disponibili nel suo sottosuolo. Qui sono esposti i pezzi più interessanti selezionati nella grande quantità di materiali diversi provenienti dagli scavi effettuati all’interno del palazzo e nella adiacente area dove ha sede la Fondazione Pisa, gentilmente concessi dalle Soprintendenze.

Opportunamente restaurati, piatti, bacili, brocche, monete ed altri oggetti metallici, accompagnati da pannelli didascalici specificamente realizzati, raccontano la storia dell’area del Palazzo a partire dal Mille, quando la città altomedievale si espande sulla sponda sinistra, nell’area chiamata “Oltrarno” e si sviluppa il quartiere di Chinzica. È qui che sorgono le residenze delle famiglie più influenti del Duecento e del Trecento, quando la Repubblica marinara è all’apice della sua potenza economica e commerciale. Oltre ai materiali in mostra, una ricostruzione grafica realizzata appositamente restituisce un’idea della conformazione e della bellezza raggiunta dall’area di Chinzica alla fine del XIV secolo. Gli scavi documentano poi il passaggio dalle case-torri ai palazzi rinascimentali, che accorpano gli edifici preesistenti dotandosi delle facciate che ancora oggi abbelliscono i lungarni. I reperti, esposti per contesti coerenti lungo l’arco cronologico affrontato, illustrano la vita quotidiana nelle dimore, le abitudini alimentari dei diversi ceti sociali e i passatempi degli abitanti, fino all’età moderna, al tempo del dominio fiorentino e del Granducato. Si tratta della ricomposizione di una serie di affreschi attraverso le fonti materiali che raccontano dunque la storia di una parte della città, ma con essa di tutta Pisa e, sullo sfondo, dell’intera regione. Una terza sala ospita una ricostruzione storica della città: in particolare un filmato inedito di Michele Berretta propone una ricostruzione 3D della porzione della città medievale che si affaccia sul fiume, sulla base delle conoscenze attuali.

A questa piccola esposizione è stato dato il nome di “Le Fondamenta”, nel doppio significato di fondazioni fisiche e di origini storiche del palazzo. La Dr.ssa Monica Baldassarri ha ideato la mostra, scelto i pezzi da esporre e curato il coinvolgente apparato didascalico, e l’Arch. Paolo Fiori ha progettato l’allestimento.

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