Ulderico Pesce con Aldo Moro a Milano

“Non l’hanno ucciso solo le brigate rosse, Moro e ragazzi della scorta furono uccisi anche dallo Stato” è la frase che ricorre e compendia lo spettacolo “Moro i 55 giorni che cambiarono l’Italia” scritto a quattro mani dal Giudice Ferdinando Imposimato ossia il titolare dei primi tre processi sul caso Moro e da Ulderico Pesce che lo interpreta e lo dirige. La piecè dopo aver fatto registrare il tutto esaurito al Teatro Stabile di Trieste e al Teatro India di Roma per circa un mese con ospiti d’eccezione, da stasera 27 gennaio fino a venerdi 30 sarà in scena al Teatro Tieffe Menotti di Milano.

Il racconto scenico parte dai fatti del 16 marzo 1978 quando fu rapito Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della scorta. La voce narrante è quella di Ciro Iozzino fratello quindicenne di Raffaele, l’ unico membro della scorta che prima di morire riuscì a sparare due colpi di pistola contro i terroristiri. Il militare era di Casola di Napoli e proveniva da una famiglia di contadini. Raffaele il giorno delle Cresima aveva avuto in regalo dal nonno un orologio con il cinturino in metallo. Quella mattina del 16 marzo giorno della strage di via Fani, Ciro era a casa e casualmente in televisione vide l’immagine di un lenzuolo bianco che copriva un corpo morto. Da sotto al lenzuolo soltanto un braccio con al polso un orologio, era l’orologio di Raffaele. Questa è l’immagine emblematica che ricorre più volte nelle video proiezioni, questa immagine è la radice prima del dolore di Ciro, protagonista dello spettacolo.

Dopo le repliche di Milano lo spettacolo sarà presentato al teatro Manzoni di Sesto San Giovanni.

Il Giudice Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce hanno attivato sul sito www.uldericopesce.it una petizione popolare per chiedere che tutti i documenti relativi all’assassinio di Aldo Moro e dei membri della scorta, compresi quelli che riguardano le Brigate Rosse vengano desecretati.

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