Toscana attrezzata per contrastare illegalità

“Le parole pronunciate oggi dai procuratori Creazzo e Tindari Baglione hanno grande importanza. Ci descrivono un quadro della presenza criminale in Toscana non privo di emergenze preoccupanti e di motivi che destano allarme, in particolare per la graduale infiltrazione di interessi mafiosi in attività legali: dal commercio al settore immobiliare, al ciclo dei rifiuti. Tuttavia, la Toscana non sarà mai tollerante e omertosa con questo tipo di affari. Anzi, possiamo dire di essere consapevoli del pericolo e per questo già da tempo ci siamo attrezzati per contrastarlo. Al tempo stesso, rivolgo un grazie sincero e un forte augurio alla Magistratura che onora la nostra regione di un importantissimo lavoro di indagine e di contrasto all’illegalità, al servizio dello Stato”.

Lo ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi, commentando i discorsi tenuti dai procuratori Creazzo e Tindari Baglione a Firenze, all’apertura dell’anno giudiziario.

“Nonostante una consolidata estraneità a processi di radicamento criminale tradizionale – ha aggiunto Rossi – anche in Toscana emergono alcune zone grigie e alcuni fronti di fragilità. Si tratta di processi sollecitati probabilmente dalla crisi di liquidità che colpisce la nostra economia in modo diffuso, predisponendo anche le condizioni per striscianti fenomeni d’usura. Per questo motivo ritengo che la filiera del credito legale vada irrobustita e ricostruita e per questo invito le imprese e gli operatori economici che vivono situazioni di difficoltà a causa dell’usura di denunciare e collaborare con la Giustizia”.

Secondo il presidente Rossi la Toscana è forse interessata dal fenomeno che gli studiosi definiscono di mafie «in movimento», cioè mafie straniere che stringono alleanze sui territori. “Entrando nel merito – ha proseguito Rossi – quanto al “made in Italy” in Toscana possiamo dire di essere consapevoli e pronti a superare l’emergenza. Dopo il tragico rogo di Prato del 2013, abbiamo deciso di voltare pagina, poiché non è tollerabile in alcun modo l’immagine di una Toscana “nera” o “zona franca”. Grazie al progetto ‘Prato Lavoro Sicuro’, sollecitato anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, abbiamo assunto 74 operatori sanitari che hanno il compito di controllare 10 aziende al giorno e verificare la presenza di dormitori, impianti elettrici e cucine anomale. Da settembre 2014 abbiamo ispezionato 1000 capannoni, chiuso 80 aziende e scoperchiato 100 dormitori. Lotta al nero, emersione dal sommerso non sono processi terminali, ma passaggi intermedi necessari a bonificare la filiera e aprire nuove opportunità a un mercato potenziale del valore di oltre 1 miliardo”.

“Sempre a tutela del “made in Italy” – ha aggiunto il presidente Rossi – a fine dicembre, abbiamo firmato anche un protocollo assieme alle principali associazioni datoriali (Cna, Confindustria, Confartigianato) e ai sindacati (Cgil, Cisl, Uil) per il controllo e la tracciabilità della filiera della pelle. Un percorso che punta diritto all’emersione. Riteniamo che deve essere il tessuto delle imprese ed il mondo del lavoro dal basso a pretendere trasparenza e concorrenza pulita. In Toscana i processi di globalizzazione e deregolazione internazionale hanno trasformato i nostri distretti manifatturieri introducendo quote di ‘dumping’ interno che hanno alterato equilibri consolidati.

Nel settore della pelletteria il livello del sommerso e del nero si annida in una cerchia esterna di contoterzisti. Fornitori esterni in subappalto che ricorrono al nero riducendo i costi illegalmente. Si tratta di segmenti residuali ma che introducono una competizione sleale al ribasso che inquina il tessuto imprenditoriale, ambientale e sociale.

“La repressione è molto importante – ha concluso Rossi – tuttavia è necessaria una visione per contrastare le mafie e le diseconomie. Vale per il tessile, la pelletteria ma anche per la tutela del paesaggio e dell’ambiente. Il nostro stop al consumo di suolo e al cemento, ad esempio, con la legge 65/2014 è un altro modello da estendere anche alle altre Regioni italiane. Questo lo dico non per nascondere i problemi ma per dire che siamo sulla buona strada”.

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