Consorzio bonifica Bradano e Metaponto, nota dei dipendenti

“Vorremmo che ciascun collega si chiedesse se è giusto che il trasferimento di un incarico o lo spostamento di un dipendente in diversa unità operativa, anzichè presumersi come ragionevoli decisioni finalizzate a maggiore produttività, debbano bollarsi come pretese indebite estranee alle prerogative di amministratori e direttori generali, peraltro bisognose della benedizione delle RR.SS.AA. e di OO.SS. di categoria a pena di essere marcate come sprezzanti delle corrette relazioni sindacali”. Così una nota dei dipendenti del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto.

“Ma come? Il commissario e il direttore generale non avrebbero il diritto di prendere decisioni?

Secondo noi, hanno piuttosto il dovere di farlo. E persino di rovistare negli angoli, di interrogare le responsabilità, di pesare l’inefficienza, di sollevare i tappeti, di chiedere conto e , infine certo, prendere decisioni.

Per esempio può succedere che si protesti per l’annosa impostura dell’affidamento delle responsabilità “ad interim” che ammucchia sulla schiena dello stesso lavoratore incarichi molteplici difficili da soddisfare e, nello stesso tempo, si gridi allo scandalo quando si provi ad allegerirne il carico spostandolo sulle spalle un pò meno affaticate.

Può succedere che il collega oberato da troppi fardelli che non si risparmia in piagnistei per le immeritate tribolazioni, finalmente sollevato di parte dei suoi sacrifici, anzichè grato se ne senta mortificato.

Non sempre e non per tutti lo è, ma il cambio di passo può rappresentare un’opportunità che se per la maggiorparte viene accolta o sollecitata aprendo crediti di vigile fiducia, per altri può rappresentare un pericolo a danno di vecchie rendite di posizione.

Non è ancora tempo delle reciproche ostilità, chi ha a cuore il consorzio, gli interessi degli imprenditori agricoli, dei lavoratori e delle famiglie deve investire sull’efficienza e sulla leale collaborazione”.

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