Rete del pancreas, la lectio magistralis di Cristina Ferrone

Sono passati quasi 40 anni da quando ha lasciato la sua terra e ci ritorna da “winner”: è giustamente emozionata Cristina Ferrone, la chirurga potentina che oggi lavora e insegna chirurgia epato-biliare pancreatica al Mass General Hospital di Boston, che ieri ha preso la parola al San Carlo, per la sua lectio magistralis sulle ultime frontiere del trattamento del tumore al pancreas.

“Io sono nata qui – racconta commossa (in realtà nel 1972 il San Carlo era ancora nel vecchio complesso di Santa Maria e appena si discuteva del nuovo polo di Macchia Romana) – ma poi ho fatto tutto il corso degli studi in America”. Un percorso che l’ha portata a essere considerata oggi tra i cento giovani medici che tracciano le nuove strade della ricerca e della pratica chirurgica nella lotta al cancro”.

Nel presentare i risultati dell’applicazione di una specifica terapia coadiuvante ai tumori del pancreas la dottoressa Ferrone sottolinea l’importanza dell’approccio multidisciplinare, della cooperazione tra medici, chirurgi e radiologi, dei migliori risultati raggiunti dagli interventi preceduti e supportati dall’uso adeguato di terapie mirate.

Proprio partendo dalle sue conclusioni il professore Bassi, il luminare di Verona che l’ha accompagnata in questo meeting di presentazione delle rete regionale del pancreas, ha sottolineato l’importanza della centralizzazione per garantire le migliori risposte a una malattia complessa e non più rara come il tumore al pancreas che le serie epidemiologiche ci dicono sarà nel prossimo decennio la seconda causa di morte oncologica.

La rete lucana del pancreas, nata a settembre per volontà della giunta regionale e presentata ieri in un incontro così prestigioso al San Carlo, è uno sviluppo della collaborazione tra l’ospedale di Potenza e il Policlinico veronese, che dura ormai da cinque anni. E infatti al meeting erano rappresentate le altre aziende del sistema sanitario: l’Asp col direttore sanitario Cugno, il Crob con il direttore amministrativo Mariani e l’Asm col direttore generale Sacco. Quest’ultimo, nel suo intervento, nel richiamare i successi di altre reti regionali, come quella dell’infarto miocardico acuto, ha sottolineato l’importanza dell’integrazione e della collaborazione paritetica tra tutti i soggetti attivi del sistema, dalla medicina di base ai reparti di eccellenza.

Un’indicazione forte, questa della logica di sistema e di spirito di cooperazione tra le quattro aziende, che è stata richiamata nel breve messaggio di saluto del direttore generale del San Carlo, Rocco Maglietta. Hanno completato l’iniziativa i contributi del direttore sanitario del San Carlo Giovan Battista Bochicchio, che ha illustrato il modello organizzativo e i vantaggi di una efficiente rete regionale del pancreas e del primario di chirurgia generale e responsabile del team pancreas, Nicola D’Alessandro. Nel presentare la dottoressa Ferrone, il primario ha illustrato gli importanti risultati raggiunti in collaborazione con Verona, sia in termini di attrazione di pazienti da fuori regione sia di raggiungimento della massa critica sufficiente a far rientrare il San Carlo in quella prima fascia di eccellenza in cui gli esiti operatori sono nettamente migliori.

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