Restaurata la Barcaccia, simbolo di piazza di Spagna

barcacciaFesta in piazza, con le autorità cittadine, i romani, i turisti e persino la Banda della Polizia municipale, per salutare la fine dei lavori di restauro della mitica Barcaccia.

“E’ un’emozione per me vedere la Barcaccia così restaurata. E’ uno dei simboli della città e della piazza – ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino che non ha dimenticato di ringraziare cittadini, abitanti e commercianti per i disagi dovuti al cantiere.

L’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli e il Sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce hanno poi illustrato l’intervento di restauro sulla fontana progettata da Pietro Bernini e realizzata nel primo trentennio del Seicento su commissione di papa Urbano VIII Barberini.

La fontana è tornata, quindi, a zampillare; il Sindaco, l’assessore e il Sovrintendente per primi si sono avvicinati per bere la sua acqua portata dall’acquedotto Vergine, seguiti poi da molti turisti.

I lavori, durati poco meno di un anno e senza onere per l’amministrazione – la spesa di 200.000 euro è stata sostenuta dalla Società Urban Vision S.r.l., aggiudicataria del bando ‘Concessione di spazi pubblicitari’ – sono stati eseguiti dalla ditta di restauri Tecnicon S.r.l. con il coordinamento della Sovrintendenza Capitolina.

Tra gli interventi, la disinfezione, la pulitura delle superfici, la rimozione delle incrostazioni calcaree, il consolidamento, la stuccatura e l’impermeabilizzazione delle vasche.

“Il prossimo obiettivo – ha detto ancora Marino – sarà il restauro della fontana dei Leoni, in piazza del Popolo.” E, elencando i lavori in corso alla fontana di Trevi e quelli in programma alla Scalinata di piazza di Spagna (finanziati da Bulgari) e ai Fori Imperiali per la nuova illuminazione, ha voluto sottolineare: “Tutto questo lo vogliamo fare tenendo conto dell’importanza che la direzione dei lavori sia affidata al pubblico, ma con l’aiuto determinante dei privati”. “Ci impegneremo – ha concluso – perchè il decoro della città venga perseguito con attenzione e anche con attenzione alla legalità”.

 Barcaccia, storia di una fontana

Ai piedi di Trinità dei Monti, la fontana deriva il nome di Barcaccia dalla particolarità della sua forma, ispirata alle imbarcazioni mercantili che risalivano il Tevere per attraccare al vicino porto di Ripetta. La posizione interrata della vasca rispetto alla piazza fu determinata dalla scarsa pressione delle condutture dell’acquedotto Vergine che la alimenta.
Commissionata dal pontefice Urbano VIII Barberini (1623-1644), la fontana fu realizzata interamente in travertino nel 1626-29 da Pietro Bernini, architetto dell’Acqua Vergine, con il probabile contributo del figlio Gian Lorenzo e la collaborazione dello scalpellino Battista Bancozzi.
Collocata al centro di una bassa vasca ovale, l’imbarcazione raccoglie l’acqua che fuoriesce da due grandi soli (emblema araldico della casata Barberini) sistemati internamente allo scafo e quella che zampilla da un piccolo catino centrale. L’acqua, straripante dai fianchi della barca, viene raccolta nella vasca sottostante dove confluiscono anche i getti delle quattro bocche di cannone poste simmetricamente all’esterno della prua e della poppa. Completano la decorazione dello scafo i due grandi stemmi di papa Urbano VIII, con le api, altro simbolo della nobile famiglia.
La fontana, ripetutamente utilizzata nel corso dei secoli per la creazione di “macchine” sceniche in occasione di feste e celebrazioni, fu restaurata già nel Settecento, agli inizi dell’Ottocento e quindi negli anni ottanta e novanta del secolo scorso.

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