Alla scoperta delle singolarità del Bel Paese: il Palio del Viccio a Palo del Colle

SECONDA PARTE

I promotori del Territorio

Un cavaliere del Palio

Un cavaliere del Palio

Madonna della Stella, Casale dei Greci, Auricarro, Castello, Lago S. Giuseppe, Porta reale, Rue Pleine, S. Sebastiano, S. Vito, S. Rocco: sono i dieci Rioni che, per tradizione, vengono associati ai Cavalieri per la storica corsa del Palio del Viccio. Al centro dell’attenzione, nell’edizione 2014, sono tornati i cavalieri ed i cavalli. Perché qui, a Palo del Colle, storica terra di maneggi, scuderie e cavalli di razza, essere Cavalieri non significa solo gareggiare. E’ uno stato d’animo, un universo simbolico, nutrito di impegno quotidiano e legami, dove il cavaliere è colui che sa instaurare un feeling con l’animale, colui che sa rispettare un codice, che sa rispettare gli altri concorrenti, che cerca di portare sempre alto il nome di Palo rappresentando i valori più alti in cui crede una comunità. Questo il significato del gareggiare nello storico Palio del Viccio! L’impostazione di quest’anno ha visto, infatti, coinvolta un’associazione di cavalieri di Palo che, per la prima volta in tanti anni, ha saputo elaborare una progettualità sportivo-agonistica che parlasse non solo d’una gara, ma anche di corsi di addestramento, di sicurezza, di rigorosità dell’ambientazione storica. Un ‘universo’ di amplianti significati plurimi.

Ne parla l’ing. Antonio Amendolara, Consigliere delegato al Palio del Viccio e vice presidente del GAL Conca Barese, vulcanico animatore della manifestazione: “Quest’anno abbiamo voluto organizzare un evento in grande, prima di tutto estendendolo da uno a quattro giorni, ma soprattutto coinvolgendo la comunità, le Istituzioni, gli imprenditori locali, in un sinergico mix di pubblico e privato. Mi sembra s’intravedano già segnali di attenzione e di crescita, che fanno ben sperare per il nostro territorio.”

Quest’anno il Palio del Viccio, oltre a rappresentare l’identità storica d’una comunità, ha voluto essere un trampolino di lancio per tutte le realtà imprenditoriali esistenti nel territorio, portatrici di nuove speranze di ripresa economica all’interno d’una perdurante crisi nazionale. Consigliere Amendolara, com’è nata la sua idea di ampliare e potenziare l’evento Palio?

“E’ nata solo un mese prima del Palio… ed è stato tutto velocissimo! In qualità di vice presidente del GAL Conca Barese, avevo presieduto il primo incontro che il GAL aveva organizzato con l’Istituto Svevo Normanno dell’Università di Bari. In quell’incontro era stata focalizzata l’attenzione sul valore storico del nostro Palio, come sulla presenza di un Castello trecentesco. Così, finito il convegno, volli parlare con il direttore dell’Istituto e ci chiedemmo cosa potessimo fare per Palo del Colle: il Palio!, pensai, potevamo valorizzare il nostro bellissimo Palio, così denso di suggestioni storico-antropologiche. Il problema era naturalmente quello delle risorse economiche, che potevamo affrontare con i fondi europei, individuando tre filoni di eventi congiunti: quello enogastronomico, quello religioso e quello legato ai percorsi equestri. Partì da quella consapevolezza l’immediato incontro con i funzionari della Regione Puglia che, pur non potendo concedere finanziamenti all’iniziativa, offrirono la preziosa disponibilità – per noi era già un grande aiuto – ad ospitare in varie location della zona personalità, opinion leaders e mass media, con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare il nostro ‘prodotto’ fuori dai confini locali. Alla luce di questa fondamentale base logistica di supporto, avuta la certezza che potevamo andare avanti, demmo subito l’incarico all’Associazione Cavalieri Palio del Viccio di agglomerare tutte le scuderie esistenti a Palo e zone limitrofe per stimolare la partecipazione di tutti.

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12 Cavalieri per 12 Rioni! E su questo tassello così nevralgico, in tempi record, sono riuscito a mettere insieme cinque Enti: il Comune di Palo del Colle, Provincia, Regione, GAL e Camera di Commercio. Apprezzando lo spirito sinergico di questa nostra proposta culturale di promozione del territorio, durante l’organizzazione si sono poi aggiunti con entusiasmo – e li ringrazio a nome mio e degli organizzatori – preziosi sostenitori locali, come gli imprenditori “I Siciliani S.p.A.” e “Le Bontà di San Trifone s.n.c.”, che hanno generosamente sostenuto l’iniziativa. Quando pubblico e privato s’incontrano e creano rete a favore della crescita del territorio! E’ stato emozionante vedere come, giorno dopo giorno, ed in tempi brevissimi, il progetto prendesse corpo ed entusiasmasse tutti. Ora stiamo già pensando a lavorare per il futuro, per migliorarci e crescere in quest’iniziativa, sempre con l’aiuto di tutti, che è un fattore fondamentale.”

Le nostre congratulazioni, ing. Amendolara! Una grande determinazione e uno spirito di squadra di cui andare orgogliosi. Il successo del Palio ne è una conferma. Quali sono state le difficoltà incontrate in un mese di complessa e incalzante organizzazione? 

“Inizialmente quella di coinvolgere i miei concittadini, che poi hanno aderito numerosi. Ed è stata una grande soddisfazione vedere che nei giorni del Palio se n’è parlato ovunque. Pensate!… 700.000 contatti su Facebook e tante segnalazioni su vari siti e testate, come Puglia Italia, che ci ha seguito con particolare attenzione. Perché l’attenzione dei media, locali, nazionali e internazionali, è preziosa per promuovere un territorio e le sue iniziative. Ringrazio tutti i giornalisti per questo.”

Il centro storico di Palo del Colle

Il centro storico di Palo del Colle

Parliamo anche delle Personalità che avete invitato a partecipare, dall’Italia e dall’estero, grazie al prezioso contributo del dottor Giuseppe Abbati, instancabile e illuminato artefice della promozione del Sistema Italia all’estero, e in particolare della Puglia.

“Sì, il dottor Abbati ci ha molto sostenuto nel promuovere e valorizzare questo evento. Ed è grazie a lui che siamo entrati in contatto con lei, dottoressa Grassi, che ringrazio per la partecipazione al Palio. Perché attraverso lei ed Angelo Giovanni Capoccia, validissimo promotore di pubbliche relazioni e rapporti istituzionali e diplomatici, abbiamo potuto ospitare l’Ambasciatore della Repubblica d’Albania, Neritan Ceka, e Signora. E’ stato per noi un grande onore ospitare un Ambasciatore, docente universitario e archeologo di fama internazionale, con un’infinita bibliografia scientifica all’attivo. Sono stati anche nostri ospiti, oltre ad Angelo Capoccia, prezioso tessitore di rapporti istituzionali, Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, collaboratore della Stampa italiana all’estero, molto conosciuto tra le comunità italiane nel mondo; Neria De Giovanni, scrittrice insigne, massima studiosa al mondo di Grazia Deledda e presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari; Massimo Milza, dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, giornalista e umanista illuminato; Aksjnia Gioia, pianista famosa in tutto il mondo, concertista, soprano e direttore d’orchestra; Antonio Peragine e Signora, direttore del Corriere di Puglia e Lucania, fondatore e presidente del Centro Regionale Assistenza Tutela degli Emigranti (CRATE) che dedica massimo impegno alla valorizzazione del “Made in Puglia” nel mondo e particolare attenzione alle istanze dei Pugliesi all’estero; il regista cinematografico Marcello Scardicchio, noto per i suoi straordinari documentari sulle Terre messapiche. Ma all’evento non potevano mancare da un lato un’importante delegazione di Albanesi kossovari, dall’altro la delegazione degli amici tedeschi di Biebesheim am Rhein, nei pressi di Francoforte, nel Land dell’Assia, con la quale città da 30 anni Palo del Colle ha un forte rapporto di gemellaggio.”

Palo del Colle e l’Emigrazione

Ingegner Amendolara, perché un gemellaggio tra Palo e la Germania?

“Perché Palo del Colle è stata terra d’emigrazione. Ed è anche in Germania, oltre che in Canada e negli Usa, che negli anni ’60 del Novecento emigrarono tanti nostri concittadini. Molti anni fa, erano gli anni ’80, andai in delegazione a Biebesheim am Rhein in visita alla nostra comunità e mi resi subito conto delle discriminazioni subìte e di tutte le difficoltà, anche linguistiche e burocratiche, che vivevano i Palesi in terra straniera. Anche per ottenere un semplice certificato, erano costretti a venire in Italia! Non era accettabile. Così pensai che dovevamo unirci in un Gemellaggio, forma di amicizia aggregante per eccellenza, suggellato ufficialmente nel 1986. Ma quello era un passaggio, anche se molto importante sul piano affettivo e simbolico, ancora formale. E non poteva bastare. Come potevamo – mi chiedevo – noi qui da Palo, aiutare concretamente i nostri concittadini oltre confine? E così facilitai la nascita, lì a Biebesheim, di un ufficio tenuto da tedeschi e da italiani. Ora in quel Comune c‘è un Ufficio Emigrazione con una persona di Palo del Colle che ci rappresenta e che segue in maniera più diretta tutti i problemi della nostra comunità. Era un atto doveroso verso chi è emigrato e vive le sofferenze e le non poche difficoltà date dalla lontananza. Poi, in un’ottica di scambi culturali, turistici ed enogastronomici, abbiamo anche tentato di valorizzare e commercializzare lì i nostri prodotti locali, ma forse non è stata fatta un’efficace comunicazione integrata. Oggi, con l’aiuto del GAL Conca Barese, preziosa struttura per progettare e concretizzare nuovi e significativi orizzonti di sviluppo anche attraverso finanziamenti dedicati, penso di unire tutti i tarallifici della zona per creare un DOP del Tarallo e diffonderlo nel mondo. Il rilancio di Palo del Colle, cui tengo più di ogni altra cosa – insieme allo storico e suggestivo Palio del Viccio – passa anche da qui, dalle nostre straordinarie tradizioni e tipicità pugliesi che vogliamo sempre più valorizzare nel mondo.”

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Gli strumenti dello sviluppo territoriale

GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale) e Macroregioni

Il GECT, istituito dall’Unione Europea, può essere utilizzato per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell’Europa, anche attraverso la partecipazione ai bandi di finanziamento europei, basti pensare alle tantissime opportunità offerte dai programmi diretti di finanziamento. L’Unione Europea crede fermamente nei GECT, lo ha dimostrato con l’approvazione del nuovo Regolamento 1302 del 2013, che disciplina il funzionamento dei GECT e che entrerà in vigore il 22 giugno 2014. Con il nuovo Regolamento, la UE accresce l’efficienza e l’efficacia dei GECT, tramite l’ampliamento della loro natura, eliminando gli ostacoli burocratici e facilitandone la costituzione e l’attività, mantenendo la facoltà degli Stati membri di limitare le azioni che essi possono realizzare senza contributo finanziario dell’Unione. I GECT godono della più ampia capacità riconosciuta alle persone giuridiche dal diritto nazionale dello Stato membro in cui ha sede, compresa la possibilità di concludere accordi con altri GECT o con altre entità giuridiche, allo scopo di realizzare progetti comuni di cooperazione.

Dottor Abbati, lei, in qualità di coordinatore del Comitato nazionale dell’AICCRE (Consiglio dei Comuni, delle Province e delle Regioni d’Europa) su Macroregioni e GECT, è uno dei più illuminati e dinamici motori della promozione internazionale del Sistema Italia – e della Puglia in particolare – di cui dobbiamo esserle tutti molto grati. Fondamentali sono stati il suo apporto e la sua esperienza anche nel successo di questa iniziativa a Palo del Colle. Ce ne parli.  

“Il Comune di Palo del Colle ed il GAL hanno deciso di cogliere le varie opportunità per promuovere il territorio! Hanno saputo farlo ospitando giornalisti e sindaci delle nazioni vicine. La Puglia deve puntare sul turismo! I 700 chilometri di costa, il sole, il clima, il mare pulito, l’enogastronomia insuperabile, la dieta mediterranea, i vini…. sono i grandi gioielli che deve saper vendere nel mondo, insieme ai suoi tesori: i castelli, le cattedrali, i borghi antichi. La Puglia dai mutevoli colori, aperta ed ospitale, deve saper utilizzare le sue immense risorse. E’ una scelta giusta perché siamo alla vigilia di grandi eventi che la regione deve saper sfruttare. L’UE ha instaurato una nuova politica per assicurare risposte ai problemi non risolti. Le esperienze delle Macroregioni del Baltico e del Danubio sono molto positive, e quindi è necessario organizzarsi per sfruttare l’opportunità della Macroregione Adriatico Ionica che inizierà il suo commino nel 2014. Infatti, le Macroregioni sono una novità che porterà grandi vantaggi alle comunità per individuare le necessità, programmare insieme, decidere ed operare sinergicamente. Diversi Stati operano uniti per risolvere vecchi ed importanti problemi. L’AICCRE da anni sollecita le Istituzioni ad utilizzare i tanti finanziamenti messi a disposizione dall’Europa per crescere, per ridurre il divario che esiste con i Paesi del Nord e per rispondere positivamente alle richieste pressanti delle giovani generazioni, alle quali dobbiamo guardare con fiducia, impegnandoci ed offrendo loro orizzonti migliori di quelli attuali.”

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Il GAL Conca Barese, strumento di condivisione e propulsione per il Territorio

Il GAL è uno strumento che si pone come un vero e proprio istituto di raccordo tra governi locali, i privati e le comunità di riferimento, valorizzando la propria natura di agenzia di sviluppo a servizio del territorio, in modo da poter orientare le risorse in campo verso i fabbisogni delle comunità. Nello specifico operativo, il GAL ha il compito di informare, diramare i bandi, espletare le istruttorie, con la funzione precipua di creare attorno a sé un network per sviluppare una visione strategica e un modello di sviluppo condiviso da tutti gli attori economici e sociali dei territori verso la risoluzione dei problemi comuni. Uno strumento dinamico, il GAL, in grado di elaborare una strategia organica e coerente di sviluppo condiviso, ponendosi come coadiuvante ‘cabina di regia’ per orientare lo sviluppo locale in sintonia con le potenzialità e le peculiari vocazioni di un territorio.

Al Presidente del GAL Conca Barese, dr. Stefano Occhiogrosso, sindaco di Bitetto, chiediamo come il GAL abbia contribuito e partecipato all’iniziativa di Palo del Colle nelle sue fasi e nei suoi obiettivi di sviluppo territoriale. 

“Le enormi potenzialità dell’economia regionale fanno della Puglia una regione viva economicamente e con forti elementi di sviluppo. Se sostenuta in maniera adeguata, le nostre imprese potrebbero proiettarsi all’estero con maggiore incisività, inserendosi in nuovi segmenti di mercato. Il Gal Conca Barese in questo contesto si propone come importante strumento per valorizzare il territorio sul piano agricolo, artigianale, commerciale e soprattutto turistico, sia in termini di ricettività alberghiere (B&B, affittacamere, pensioni, albergo diffuso) che di ristorazione (agriturismo, trattorie, ristoranti). In questa azione di coordinamento strategico, il GAL cerca di svolgere una promozione del territorio anche sul piano culturale, offrendo una caratterizzazione unitaria all’area dei 9 Comuni coinvolti, vista la comune ‘anima’ e le radici medioevali e rurali. Naturale quindi il nostro sostegno a tutte le manifestazioni che sotto il profilo delle tradizioni e degli usi locali si rifanno alla comune origine culturale contadina-rurale. Per questi motivi il consiglio di amministrazione del Gal Conca Barese ha voluto finanziare tutta la parte organizzativa del Palio del Viccio di Palo del Colle, relativa alla comunicazione. In un’economia globale è fondamentale non solo realizzare manifestazioni d’un certo rilievo, ma è anche necessario comunicarne adeguatamente le motivazioni di fondo, coinvolgendo la popolazione locale per riflettere sulle opportunità che ne  possono nascere. In definitiva, si devono sostenere gli eventi di rilievo per promuovere l’intero territorio.

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Se la Puglia rappresenta un ponte verso i mercati dell’Est e verso i mercati arabi, senza dimenticare il bacino del Mediterraneo, deve dotarsi di infrastrutture idonee, per aumentare la sua ricettività e la sua produttività, come pure aumentare i servizi, la formazione, l’informazione e la comunicazione, se vuole ottimizzare la presenza contestuale del binomio mare-agricoltura, con i porti e aeroporti, e le produzioni delle eccellenze agroalimentari. Il GAL con circa 12 milioni di investimenti all’interno di soli 9 Comuni si muove in tale direzione come agenzia di sviluppo, promozione e marketing territoriale. La terra di Puglia è vasta ed eterogenea, con una grande tradizione enogastronomica; una terra ricca anche di storia, folklore e d’una buona cucina che custodisce immutati avvenimenti, luoghi e racconti singolari. Un patrimonio culturale che ha caratterizzato un passato che si può rivivere nelle viuzze dei centri storici, nei trulli in campagna, nelle aziende agrituristiche e nelle splendide chiese delle nostre comunità che risultano, agli occhi del visitatore curioso, scrigni preziosi di opere d’arte rilevanti sul piano culturale, turistico e storico.”

I rapporti internazionali, tra sinergie e nuovi orizzonti

Il vincitore del Palio del Viccio 2014

Il vincitore del Palio del Viccio 2014

Ambasciatore Ceka, con le sue ampie vedute internazionali, chi meglio di lei può parlarci delle grandi opportunità di sviluppo della Puglia? Italia ed Albania sono da anni molto legate per importanti scambi culturali, economici e accademici. Un’amicizia sempre più forte tra i due Paesi, alimentata anche dalla vicinanza geografica e dalla comunanza di talune suscettibilità di sviluppo. Lei, tra gli Ospiti d’onore, come ha vissuto questa interessante iniziativa, cosa l’ha colpita maggiormente del Palio del Viccio?

“Prima di tutto mi ha colpito la particolare cura degli organizzatori nel ricreare l’ “ambientazione” medioevale – ne sono uno studioso, anche come archeologo – di questa bellissima iniziativa culturale e di promozione del territorio. Il tutto in una cittadina, come Palo del Colle, così ben conservata e attenta al suo patrimonio storico-artistico, con chiese neogotiche, un bellissimo campanile del XII secolo, un castello e antiche masserie: elementi che connotano la straordinaria specificità di questo antico centro pugliese, non rinvenibile nelle guide turistiche e che invece merita una visita dedicata. Di questo evento, poi, centrato sullo storico e suggestivo Palio del Viccio, ho ammirato la complessità e varietà di iniziative che l’hanno incorniciato adeguatamente: tutto l’ambiente medioevale così sapientemente rievocato attraverso giochi, mercatino, artisti, costumi, sapori dell’epoca, tenzone cavalleresca, musiche. Mentre assistevo alle varie iniziative in programma, sono rimasto colpito anche dalla partecipazione entusiastica, dall’orgoglio di tutta la comunità locale, e in particolare dalla presenza di tanti giovani che con passione si sono cimentati nei giochi, osservandone con rigore le regole e vivendo con impegno lo spirito di appartenenza. Ho partecipato a molte feste in giro per l’Italia, alle quali vengo invitato, ma in pochissimi casi ho potuto riscontrare il forte ‘sapore’, l’humus storico e antropologico che invece ho notato a Palo del Colle.

E mi è molto piaciuta l’idea di far commentare gli eventi dal “giullare” Gianluca Foresi, un abile artista-narratore che ha illustrato con grande talento in rima tutte le manifestazioni, contribuendo a rendere l’atmosfera rievocativa dell’epoca. Mi ha fatto molto piacere, inoltre, ritrovare tanti connazionali albanesi che vivono a Palo del Colle, una comunità che ho visto con mia grande gioia molto ben integrata nel tessuto locale, segno che i Palesi sono persone speciali, ospitali ed accoglienti, molto aperte all’integrazione, come il nostro tempo globalizzato e transculturale suggerisce. Stando a Palo del Colle e conoscendo gli altri Comuni del GAL Conca Barese, grazie all’organizzazione che ce li ha fatti visitare con guide molto preparate, ho scoperto un territorio davvero ricco di bellezze paesaggistiche, artistiche, culturali che mi hanno incantato. Una parte d’Italia bellissima, forse poco conosciuta dagli stessi italiani, che soprattutto al Sud hanno un patrimonio tutto da valorizzare e promuovere. Al Nord ci sono i grandi centri che dominano, al Sud, invece, noto che ogni borgo antico ha una sua identità, con cultura e produzioni locali, in primis il vino e l’olio, che meritano davvero orizzonti di promozione nazionale ed internazionale. Il Sud!… un ‘mondo’ di meraviglie e di persone straordinarie!… Ecco perché più vengo in Puglia, più l’amo!”.

Tiziana Grassi e Goffredo Palmerini

 

Il palo della cuccagna

Il palo della cuccagna

(Le foto del Palio allegate, in libera disponibilità, sono di Gaetano Barile)

FINE

9 su 10 da parte di 34 recensori Alla scoperta delle singolarità del Bel Paese: il Palio del Viccio a Palo del Colle Alla scoperta delle singolarità del Bel Paese: il Palio del Viccio a Palo del Colle ultima modifica: 2014-04-08T05:58:49+00:00 da Goffredo Palmerini
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