Milano, giardino via Adige intitolato a Domenico Bornazzini, Carlo Lombardi e Pierantonio Magri

“Con l’intitolazione del giardino di via Adige Milano ricorda tre vittime del terrorismo, tre cittadini che hanno pagato con la vita l’espressione delle proprie idee.
I loro nomi sono oggi per tutti noi simboli di libertà: Domenico Bornazzini, Carlo Lombardi e Pierantonio Magri, tre giovani di 30, 34, e 35 anni, uccisi perché loro colpa, agli occhi degli assassini, fu quella di pensare e di parlare. Una colpa intollerabile per gli estremisti di ogni tempo. Un triplice delitto che si consumò qui, nel quartiere dove vivevano, a casa loro, tra gente amica”.
Lo ha detto il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia nel suo discorso alla cerimonia dell’intitolazione del giardino di via Adige a Domenico Bornazzini, Carlo Lombardi e Pierantonio Magri.
“Questa strage è stata dimenticata a lungo, troppo a lungo. E il fatto che oggi Milano torni a farne memoria non è casuale. E’ il segno di un cambiamento, il segno di una città che ricorda per costruire il futuro. Altrettanto dolorosa –ha aggiunto Pisapia- è stata ed è la vicenda processuale seguita al delitto: l’assassino fu identificato, ma mai catturato. Milano chiede che lo Stato non dimentichi quanto è accaduto a queste tre persone innocenti”.

“L’impegno delle famiglie e delle Associazioni delle vittime è stato in questi anni esemplare. L’intitolazione di oggi è il segno che il Comune è al loro fianco, e chiede come loro e come tutti i milanesi, verità e giustizia. Da questo luogo, ancora una volta, ripartiamo insieme per una Milano e per un’Italia che ripudia la violenza, e vuole per tutti un presente ed un futuro di pace e di democrazia”, ha concluso il Sindaco.

9 su 10 da parte di 34 recensori Milano, giardino via Adige intitolato a Domenico Bornazzini, Carlo Lombardi e Pierantonio Magri Milano, giardino via Adige intitolato a Domenico Bornazzini, Carlo Lombardi e Pierantonio Magri ultima modifica: 2014-03-26T19:14:23+00:00 da Redazione
Condividi su...
Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0

Lascia un commento