Destinare beni confiscati alla mafia a garanzia del microcredito

Oltre due miliardi di euro sequestrati alla criminalità organizzata nel 2013
dall’Associazionismo proposta operativa ai parlamentari siciliani

CATANIA – Due miliardi e 220 milioni di euro è il valore dei beni confiscati nel 2013 a Cosa nostra, che si sommano ad altri sequestri per circa 170 milioni: questi i numeri resi noti stamane dal Centro operativo della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Palermo, che esplicitano la portata di un fenomeno, la confisca dei beni da attività illecite, oggetto di una regolamentazione normativa spesso al centro di dibattiti e dissidi, per il riutilizzo e le forme di investimento.

Un valore importante destinato a crescere nel tempo, che è necessario valutare «quale misura di prevenzione finalizzata a ristabilire le condizioni di normalità nei mercati e a rifondere la collettività dei danni subiti dalle attività criminali», spiega l’economista Antonio Pogliese, Past Governatore Lions Distretto Sicilia, avanzando una proposta che poggia sulla connessione tra la gestione delle risorse sequestrate – affidata all’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati – e il Microcredito, annoverato tra le nuove forme di solidarietà e regolato dal decreto legislativo 169 del 19 settembre 2012.

«Nelle varie forme di concessione del Microcredito sono escluse le garanzie reali da parte dei beneficiari – spiega l’economista – ne consegue che le percentuali delle insolvenze e, successivamente, delle perdite di credito, siano maggiori rispetto alla normale attività di gestione di credito alle imprese e al consumo. Questo aspetto ne costituisce anche il limite operativo, in minima parte risolto con garanzie di disponibilità finanziarie a presidio e con meritoria attività di garanzia da parte di qualche istituzione benefica. Fin qui, siamo davanti a una concreta e attuale forma di solidarietà sovente risolutiva ma condizionata dalla mancanza di garanzie anche reali».

La proposta, di recente avanzata nel corso di un convegno organizzato dalla Diocesi e dal Comune di Acireale, dalla Fondazione del Credito Siciliano e dalla Fondazione Lions del Distretto 108 Yb Sicilia, è quella di «autorizzare l’Agenzia a concedere agli istituti di credito che si vorranno convenzionare la garanzia per una percentuale (75%) delle insolvenze nella gestione del Microcredito. Ciò – spiega Pogliese – avvierebbe, contemporaneamente, il microcredito con notevoli benefici per alleviare la povertà, i consumi e lo sviluppo economico per la micro imprenditorialità e potrebbe smobilizzare il patrimonio ingente gestito dall’Agenzia. Non ultimo, amplificherebbe la percezione dell’utilità concreta delle misure di prevenzione antimafia.

Rivolgo, quindi, ai parlamentari nazionali siciliani questa proposta – conclude – invitandoli a partecipare al dibattito che potrà essere promosso anche dall’Associazionismo e proporre una soluzione concreta, innovativa e facile da realizzare in questo momento di profonda crisi non solo economica».

9 su 10 da parte di 34 recensori Destinare beni confiscati alla mafia a garanzia del microcredito Destinare beni confiscati alla mafia a garanzia del microcredito ultima modifica: 2014-02-03T11:05:52+00:00 da I Press Agenzia
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