Firenze, come un amico, soccorra un po’ la nostra sfiducia

“Soccorri un po’ la mia sfiducia, amico”. Usando questa frase di Herman Melville il sindaco Matteo Renzi ha fatto i tradizionali auguri alla città, in una cerimonia che si è svolta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, per l’occasione addobbato con un grande albero di Natale composto da piante di Stelle di Natale rosse.

“E’ stato un anno difficile – ha detto Renzi e io voglio anzitutto dire grazie per questo cammino percorso insieme. Vorrei invitare tutti a ragionare su quali siano i confini di Firenze. Una città non è definita dai propri confini ma piuttosto dai suoi fini, dai suoi obiettivi. Ecco, io credo che l’obiettivo di Firenze sia dimostrare che la cultura non è un monumento ma un insieme di relazioni, l’attenzione agli ultimi e ai posti di lavoro, al mantenere la parola data. La cultura è un nuovo modo di stare insieme, è dare risposte concrete ai cittadini, è pensare al futuro e non crogiolarsi nel passato”. Ricordando i principali atti ed eventi amministrativi del 2013, dai Mondiali di ciclismo ai cambiamenti a San Lorenzo al Forte Belvedere riaperto, Renzi ha tra l’altro ringraziato le forze dell’ordine per l’attaccamento alle istituzioni e auspicato una soluzione che consenta di mantenere aperta la sede fiorentina della Seves. Citando la frase di Melville, Renzi ha poi concluso auspicando che “Firenze in questo momento difficile soccorra un po’ la nostra sfiducia, Firenze produca bellezza e cultura contro il pessimismo”.

9 su 10 da parte di 34 recensori Firenze, come un amico, soccorra un po’ la nostra sfiducia Firenze, come un amico, soccorra un po’ la nostra sfiducia ultima modifica: 2013-12-19T17:47:38+00:00 da Redazione
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