Roma, è morto Erich Priebke ex ufficiale delle SS

Lutto nel mondo dell’estrema destra. Si è spento a cento anni il contestato militare tedesco che durante la seconda Guerra Mondiale era capitano delle SS in Italia. Erich Priebke era stato condannato all’ergastolo per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. L’ex ufficiale scontava la sua pena agli arresti domiciliari a Roma, in un appartamento del quartiere Aurelio.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e fino al maggio 1944 Priebke operò a Roma sotto il comando di Herbert Kappler. In seguito all’attentato di via Rasella ai danni di una compagnia del battaglione Bozen, messo a segno dai Gap, Gruppi di Azione Patriottica, il 23 marzo 1944, Kappler ordinò le esecuzioni di 335 ostaggi, da fucilare per rappresaglia dentro le Fosse Ardeatine. Operazione condotta il giorno 24 marzo anche dall’SS-Hauptsturmführer Priebke.

Nel 1994 viene rintracciato da una televisione americana e poi arrestato dalla polizia argentina a Bariloche. L’Italia ne chiese subito l’estradizione per la strage delle Fosse Ardeatine, estradizione che avviene l’anno successivo. A maggio del ‘96 iniziò il processo militare per le sue responsabilità nella strage delle Fosse Ardeatine e nel ‘97 giunse la sentenza di primo grado. Priebke venne condannato a 15 anni 10 dei quali condonati. Nel ‘98 cominciò il processo di Appello mentre, sempre nello stesso anno la Corte Militare d’Appello gli inflisse l’ergastolo, pena confermata dalla Corte di Cassazione. Dal ‘99 Il tribunale militare di sorveglianza ha nconcesso a Priebke la detenzione domiciliare per motivi di salute.

Nel giugno 2006 gli venne concesso il permesso di lavorare fuori casa. All’epoca il condannato per l’eccidio delle Ardeatine aveva 93 anni. Ma la sua “libera uscita” era durata solo un giorno. Il magistrato militare di sorveglianza aveva cancellato il permesso dopo neppure 24 ore.

Per il compleanno del suo secolo, nel luglio 2013, a Roma erano comparse svastiche sulle sedi dell’Anpi (l’associazione dei partigiani e dei reduci) e del Pd, poi cancellate dalle squadre dell’Azienda municipale per l’ambiente.

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