Cividale del Friuli, esame bilancio previsione 2013-2015

Lunedì prossimo, 17 giugno 2013, l’assemblea civica di Cividale del Friuli (Ud) esamina il bilancio di previsione2013-2015 che pareggia su 45 milioni di euro. Di questi, 24 sono riferiti alla parte corrente che ricomprende i fondi destinati alla gestione del servizio sociale dei Comuni del Cividalese (7 milioni di euro).Cividale del Friuli - palazzo Municipio Cividale del Friuli - Duomo e Municipio

 

“La manovra 2013 è stata quanto mai complessa e articolata poiché s’è operato in un contesto di estrema difficoltà dovuta sia ai pesanti tagli operati dalla Regione nei trasferimenti ordinari correnti, che registrano una diminuzione di 533 milioni di euro, pari al 13% rispetto al precedente esercizio, sia agli interventi governativi in materia di tributi locali Imu e Tares, per cui a oggi non v’è certa definizione – spiega l’assessore al bilancio, Daniela Bernardi -. Non ultima la difficoltà legata ai vincoli imposti dal patto di stabilità. In questo contesto, in seno alla difficile situazione economica generale, abbiamo comunque mantenuto inalterate le tariffe dei servizi e le aliquote dei tributi, operando tagli alle spese di natura non obbligatoria garantendo, nel contempo, il livello dei servizi resi”.

 

Le poste di bilancio rispettano in maniera piena gli obiettivi previsti dal patto di stabilità registrando un’ulteriore diminuzione del livello di indebitamento del 7,99% che si va a sommare alla riduzione registratasi a consuntivo 2012 (-7,74%). Anche le spese di personale, che registrano un decremento di 50mila euro per mancata copertura di posti resisi disponibili a seguito di mobilità del personale avvenute nel corso del 2012, sono in linea coi parametri del patto, assestandosi, in sede previsionale, al 21% (limite è il 35%).

 

L’ulteriore vincolo posto dal patto di  stabilità è il saldo di competenza mista che per il Comune di Cividale è stato fissato a 508mila euro. “I meccanismi che governano il nuovo patto – spiega l’assessore – costituiscono un forte freno agli investimenti stante che le opere possono essere attivate entro limiti definiti a “monte” nell’ambito degli accordi Stato-Regione, prescindendo quindi dalla effettiva disponibilità di risorse del singolo Municipio sia in termini di liquidità che di finanziamenti correlati”.

 

“A seguito degli ulteriori spazi finanziari resisi disponibili con l’approvazione del decreto “sblocca debiti” – conclude la  Bernardi – abbiamo effettuato pagamenti per circa 700mila euro. Ora stiamo pianificando e programmando i pagamenti da porre in essere nel secondo semestre, sperando che ai livelli istituzionali di Stato e Regione, vengano apportati gli opportuni correttivi a questo sistema che sta paralizzando gli investimenti degli enti locali e tutto l’indotto correlato”.

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