Viktor Ianukovich vince le elezioni ucraine

Il Partito delle Regioni avrebbe conquistato circa il 30% dei voti, seguito dal blocco di opposizione che fa riferimento alla ex Premier (ora in carcere) Iulia Timoshenko, accreditato di un 24%. Udar, del campione di pugilato Vitali Klitschko, sarebbe il terzo partito con il 15%. Al quarto posto si piazzano gli ultranazionalisti del partito Svoboda (libertà) con un inatteso 12,3%, seguiti dai comunisti con l’11,82%. Se l’Alleanza d’opposizione Patria, Udar e Svoboda unissero i loro voti nel proporzionale, supererebbero il partito delle Regioni e i loro alleati comunisti. Ma l’esito dipenderà anche dai collegi uninominali che assegnano 225 dei 450 deputati in palio. Il partito delle Regioni si aspetta di ottenere i due terzi dei seggi, mantenendo così la maggioranza parlamentare. Flop dell’ex star del Milan Andrei Shevchenko nelle legislative di oggi in Ucraina. Il suo partito, “Avanti Ucraina!”, ha raccolto circa l’1,6% dei voti, ben al di sotto quindi dello sbarramento elettorale del 5%.

L’Ucraina continua la divisione in due con le regioni occidentali che votano per Timoshenko e nazionalisti e quelle orientali e meridionali (russofone) che si confermano il feudo elettorale di Ianukovich e dei comunisti. Se gli osservatori dovessero bocciare il voto, l’Ucraina potrebbe vedersi allontanare sempre di più le sue aspirazioni di integrazione europea e, di conseguenza, potrebbe cadere più facilmente tra le braccia di Mosca, che preme perché Kiev entri nell’Unione doganale con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, zoccolo duro della sua futura Unione Euroasiatica, una sorta di “Urss light” per riunire in uno spazio economico comune le ex repubbliche sovietiche.

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