Cutro, i lavoratori dell’Eta – Marcegaglia chiedono lumi sul loro futuro

 

 Riceviamo e pubblichiamo

“Oggi tutto il mondo ricorda l’attentato alle Torri gemelle di Manhattan, ricorda quel maledetto 11 settembre di 11 anni fa quando il pianeta si sentì tremare sotto la minaccia di Al Qaeda, quando tante gente perse la vita per la sol “colpa” di essere americana. Tutto il mondo ora riflette giustamente su una tragedia che ha colpito l’umanità.

 

A distanza di un giorno da quel triste anniversario noi lavoratori dell’Eta di Cutro, di proprietà del Gruppo Marcegaglia, vogliamo riaccendere i riflettori, ricordare a tutti che il 12 settembre 2012 è il nostro anniversario. È l’anniversario del giorno in cui noi lavoratori disperati, senza più prospettive, preoccupati per il nostro futuro e soprattutto per quello dei nostri figli, decidemmo di occupare la nostra fabbrica salendo sulla ciminiera dello stabilimento.

 

Erano giorni roventi, per il sole che bruciava di giorno a 54 metri di altezza ma soprattutto per la tensione che si respirava intorno alla fabbrica, dove circa 20 delle 44 unità lavorative decisero di stare in prima linea a difesa del lavoro di tutti.

La nostra protesta non è passata inosservata, non è stata sterile: si è messa in moto la macchina della trattativa che ha visto coinvolti tutti, lavoratori in primis, che non hanno mai abbassato la guardia, ma anche sindacati, istituzioni, prefettura e soprattutto la proprietà dell’azienda, rappresentata dall’amministratore delegato, Roberto Garavaglia.

 

A tutti, indistintamente, va il nostro grazie perché ora, a distanza di un anno siamo felici di aver raggiunto il nostro obiettivo: la nostra fabbrica è stata revampata, e dopo 15 mesi di cassa integrazione, proprio l’altro ieri, il 10 settembre, il personale al completo è rientrato in fabbrica a lavorare. Per noi questa è una vittoria, dopo mesi di angoscia, di dubbi, di incertezze, di cassa integrazione e di trasferte.

Abbiamo tenuto duro senza mai mollare, senza mai permettere che la vertenza Eta finisse nel dimenticatoio o peggio finisse con un fallimento come tante altre vertenze di cui il nostro territorio purtroppo sente parlare quotidianamente.

 

Questa è la nostra vittoria, delle nostre famiglie, sempre al nostro fianco in quest’anno difficilissimo, dei nostri figli che sono stati la nostra forza, e della nostra proprietà, di quell’azienda di cui ci sentiamo parte integrante, a cui abbiamo sempre dimostrato la nostra lealtà e il nostro sostegno, di quell’azienda per cui lotteremo sempre.

Sindacati e Istituzioni sono stati al nostro fianco, conducendo la partita con calma e intelligenza.

 

La ripresa del lavoro nella nostra fabbrica vuole essere di buon auspicio all’intero territorio, un territorio in ginocchio che ha bisogno, ora più che mai, di segnali positivi.

Oggi siamo felici ma riteniamo che l’attenzione debba rimanere sempre alta a causa del continuo mutamento delle norme in materia di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Noi saremo sempre lì, custodi del nostro lavoro, sentinelle della nostra fabbrica, proprio come avevamo scritto qualche mese fa quando ci siamo detti non rassegnati e soprattutto determinati a far in modo che la centrale di Cutro diventasse la speranza e soprattutto la certezza di un territorio che pur in un momento difficile è in grado di rinascere e di contribuire allo sviluppo della società crotonese.

L’esperienza ci impone di tenere quindi gli occhi sempre aperti, ma il disagio provato ci impone ancora di più di stare vicini a tutti quei lavoratori che in Italia oggi lottano per conservare il loro posto di lavoro.

Le vertenze più eclatanti oggi si chiamano Alcoa e Carbo Sulcis, ma sappiamo bene che le aziende in difficoltà in tutto il Paese sono centinaia, così come è capitato a noi nei mesi scorsi. La nostra vicinanza e solidarietà sono scontate ma vorremmo che tutti i cittadini si unissero alla lotta dei lavori che non è mai fine a se stessa, ma è sempre una lotta di progresso, di civiltà e di dignità”.

 I lavorati dell’Eta – Marcegaglia di Cutro

 

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