Aeroporto Sant’anna di Crotone, strumento vitale per la nostra rinascita

Di seguito ciò che che scrive Salvatore Migale, sindaco di Cutro, a proposito del declassamento dell’aeroporto di Sant’Anna – Crotone da parte del governo Monti.

“La classe dirigente debole e compromessa con il potere centrale, non potrà mai difendere e tutelare il territorio crotonese. Se così è, non ci rimane altro che la ribellione. Abbiamo tollerato tutto su questo territorio: lo smantellamento delle fabbriche con l’eredità dell’inquinamento ambientale; la cancellazione dei treni a lunga percorrenza, eliminando ogni possibilità di collegamento ferroviario con il nord nonostante una massiccia presenza di emigrati che avevano bisogno del treno come il pane; il deturpamento della più bella costa della Calabria con l’installazione delle piattaforme per l’estrazione del metano; la destinazione di circa 2000 extracomunitari nel centro di prima accoglienza di S.Anna; il declassamento del Porto di Crotone a favore di quello di Corigliano; il dimensionamento dell’Ospedale e della sanità pubblica crotonese; l’allocazione e lo smaltimento di rifiuti di ogni genere, provenienti da ogni parte d’Italia e dall’Estero, compresi rifiuti ospedalieri, rifiuti tossici e pericolosi; la soppressione di uffici e servizi periferici; la soppressione della Provincia e l’umiliazione di un territorio e di una popolazione orgogliosa che per lavorare e vivere dignitosamente ha scelto la strada dell’emigrazione. Dalla dichiarazione e dalla conseguente proposta della sen. Bianchi si evince la rassegnazione di fronte alla decisione del ministro Passera sul declassamento dell’aeroporto di Crotone e tutte le promesse e le rassicurazioni fatte nei mesi passati vanno in frantumi.

 

Ma mentre da una parte c’è la resa incondizionata della sen. Bianchi, dall’altra la vice presidente della Regione Antonella Stasi ci rassicura ancora una volta che per l’aeroporto nulla è perduto perché lei mercoledì sarà a Roma dal capo gabinetto del ministro, su delega del presidente Scopelliti, per cercare di salvare i due aeroporti. Due domande pongo all’attenzione di tutti: la prima, può il capo gabinetto del ministro decidere in contrapposizione con il ministro?

 

La seconda, dato che si tratta di una questione così rilevante perché a Roma insieme alla vice presidente non va anche il presidente Scopelliti e magari all’incontro non sarebbe più opportuno che ci fossero i parlamentari del crotonese e anche il ministro? C’è qualcosa che non va. Per noi l’aeroporto è di vitale importanza, l’unica infrastruttura, attualmente valida, rimasta sul territorio che oltre a garantire il collegamento con il resto d’Italia, rimane anche l’unica ancora di salvezza per lo sviluppo e la sopravvivenza delle comunità crotonesi.

 

Tutelare l’aeroporto significa salvaguardare le uniche risorse che possono garantire il lavoro: il turismo, l’agricoltura e le altre attività produttive. Sopportare questo ulteriore sopruso è troppo! Non si può decidere unilateralmente la morte economica di un territorio ampiamente violentato, in un momento di particolare difficoltà in cui alla disoccupazione dilagante, si aggiunge quella di ritorno di tanti lavoratori emigrati al nord che si vedono costretti dalla crisi a ritornare nei paesi di origine. Se dovesse passare questo disegno, non rimane altro che una rivolta popolare.