Piove sul bagnato della crisi, le spiagge di Crotone quasi deserte

 

Poche attrazioni, niente musica e giochi per i più piccini, la stagione estiva per le vie della Città nessuno la conosce

I gestori dei Lidi lamentano un calo di oltre il 30% rispetto alla passata stagione. Ottime spiagge, quelle gestite e quelle libere, mare pulito, sole e caldo in quantità da far dire ai cittadini: sarebbe ora che Giove Pluvio si facesse sentire a Crotone anche per qualche giorno. L’offerta della bella stagione come tutti la vogliono e l’aspettano per un anno intero è a disposizione ma manca la domanda. Lidi e spiagge libere poco frequentate nei primi sei giorni della settimana nonostante il periodo.

Qualche frequentazione in più la domenica pomeriggio sulle spiagge libere.

L’accesso ai Lidi è, ormai, diventato inaccessibile per l’alto costo della tessera stagionale e dell’ingresso giornaliero.

Il costo dell’entrata singola è di dieci euro. Una coppia con un bambino che intende passare qualche ora al mare in un lido si deve accollare trenta euro di sola entrata. La tessera stagionale per una durata di due mesi costa 250 euro a persona. Prezzi che non hanno subito nessun aumento rispetto alla precedente stagione e non è cambiato nemmeno il modo di frequentare l’estate da parte dei cittadini. La colpa è della Spending Review che sta impoverendo le famiglie e allontanando i giovani dal mondo del lavoro.

I crotonesi che vivono fuori regione non si allontanano dalla propria residenza per lunghi periodi, come facevano un tempo, non avendo più un lavoro stabile ma precario. Si sperava nel turismo e si sono fatti interi dibattiti da parte di tutti i politici per affermare che dall’agro/turismo doveva passare la ripresa di Crotone dopo la deindustrializzazione.

Invece i crotonesi stanno assistendo all’ennesima beffa che altro non è la conseguenza di ciò che è stato tolto in precedenza. Ultimo scippo la soppressione delle Provincia di Crotone e Vibo Valentia. A tal proposito sarebbe bene che la popolazione dei due Enti intermedi si coalizzasse per colpire assieme all’indirizzo e del Governo Nazionale e, soprattutto, nei confronti del Governo regionale che sembra del tutto indifferente di fronte al disastro occupazionale che si creerebbe con l’eliminazione delle due Province.

Per quanto riguarda il turismo estivo è ormai accertato che si tratta di un fallimento. Il tutto è rinviato ai prossimi anni quando l’economia si sarà ripresa, ammesso che ciò avvenga, e l’acceso ai Lidi riprenderà come una volta, indipendentemente dal costo dell’entrata.

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