Bomba a Brindisi, un anniversario di sangue

A quasi 20 anni dalla strage di Capaci, in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone con la sua scorta,  oggi come allora una deflagrazione uccide ancora persone innocenti. Questa volta le vittime sono giovani sedicenni che aspettavano di entrare a scuola, quella stessa scuola che porta il nome di chi per tanti anni ha cercato di combattere un cancro della nostra società: la mafia. Oggi, proprio vicino a quella scuola si sarebbe dovuta svolgere, una delle tante manifestazione  antimafia, che dalla morte dei  giudici Falcone- Borsellino hanno sempre sottolineato  la volontà di non subire, ma anzi di continuare il lavoro portato avanti da chi era convinto che la mafia può essere sconfitta.

Arduo sconfiggere qualcuno che opera nell’ombra, qualcuno che colpisce in modo subdolo, qualcuno che non ti affronta guardandoti negli occhi, ma mette bombe  per colpire l’innocenza. Ma nonostante le difficoltà bisogna continuare a lottare contro un cancro che può essere sconfitto, la cura è la giustizia del bene, lo dobbiamo fare per tutte quelle vittime che fino a questa mattina erano solo giovani che speravano in un meraviglioso futuro, giovani come Mellissa Bassi, vittima oggi di questa follia, e che da oggi quel futuro non lo avrà più.

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