Papa Benedetto XVI invita a cambiare stile di vita

L’Italia reagisca “alla tentazione dello scoraggiamento” e forte della “tradizione umanistica” riprenda “con decisione la via del rinnovamento spirituale ed etico, che sola può condurre ad un autentico miglioramento della vita sociale e civile”. “Ciascuno” “può e deve dare il proprio contributo”.

Nella preghiera del Regina Coeli recitata al termine della messa nel Parco il Prato di Arezzo, Benedetto XVI ha invitato ad invocare “da Dio il conforto morale perché la comunità aretina e l’Italia intera – ha detto – reagiscano alla tentazione dello scoraggiamento e, forti anche della grande tradizione umanistica, riprendano con decisione la vita del rinnovamento spirituale ed etico, che sola può condurre ad un autentico miglioramento della vita sociale e civile”. Benedetto XVI ha invocato anche la Madonna del Conforto, venerata dagli aretini. Dopo il Regina Coeli il Papa si reca in duomo per una visita privata, dove c’é anche una immagine della Madonna del Conforto. Benedetto XVI pranzerà poi in episcopio con tutti i vescovi della Toscana e poi incontrerà i volontari e gli organizzatori di questo viaggio in Toscana.

Il Papa chiede un rinnovato impegno per contrastare “la cultura dell’effimero, che ha illuso molti, determinando una profonda crisi spirituale”. E chiede, nell’affrontare questa crisi materiale e spirituale, di non cedere a una “mentalità materialista”, ma recuperare l’educazione ai valori.

In nome dei valori, della solidarietà, della dignità, della vita, il Papa ha chiesto di contrastare la “cultura dell’effimero, che ha illuso molti, determinando una profonda crisi spirituale”. “Nel contesto della Chiesa in Italia, impegnata in questo decennio sul tema dell’educazione, – ha detto in un altro passaggio della omelia – dobbiamo chiederci, soprattutto nella Regione che è patria del Rinascimento, quale visione dell’uomo siamo in grado di proporre alle nuove generazioni”. “Questa terra, dove nacquero grandi personalità del Rinascimento, da Petrarca a Vasari, – ha ricordato – ha avuto parte attiva nell’affermazione di quella concezione dell’uomo che ha inciso sulla storia d’Europa, facendo forza sui valori cristiani. In tempi anche recenti, appartiene al patrimonio ideale della città quanto alcuni tra i suoi figli migliori, nella ricerca universitaria e nelle sedi istituzionali, hanno saputo elaborare sul concetto stesso di civitas, declinando l’ideale cristiano dell’età comunale nelle categorie del nostro tempo”.

Anche se “fortemente provati dalla crisi economica”, continuiamo a tutelare le “fasce più deboli”, individuiamo “soluzioni più rapide e efficaci” soprattutto per i giovani, i più colpiti. Si esce dalla crisi condividendo le “risorse” e cambiando gli “stili di vita”.

“Certo, – ha osservato Benedetto XVI – anche la vostra Provincia è fortemente provata dalla crisi economica. La complessità dei problemi rende difficile individuare le soluzioni più rapide ed efficaci per uscire dalla situazione presente, che colpisce specialmente le fasce più deboli e preoccupa non poco i giovani. L’attenzione agli altri, fin da secoli remoti, – ha poi ricordato – ha mosso la Chiesa a farsi concretamente solidale con chi è nel bisogno, condividendo risorse, promuovendo stili di vita più essenziali”.

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