Palmi, sgominata banda di rom che acquistava con assegni falsi

Compravano costosi macchinari su internet, esibendo documenti falsi. Poi, dopo averla pagata con assegni circolari falsi, la rivendevano ad ignari acquirenti della Piana di Gioia Tauro. Questa è l’accusa con la quale dodici persone (più una che è irreperibile) sono state tratte in arresto stamattina dagli uomini dei Carabinieri e della polizia: associazione a delinquere finalizzata a truffe telematiche, contraffazione di titoli di credito, sostituzione di persona.

I soggetti (in maggioranza di etnia Rom) ai cui polsi sono scattate le manette, secondo le accuse mosse dalla Procura di Palmi guidata da Giuseppe Creazzo, si presentavano agli ignari venditori con ricorrenti nomi fasulli e utilizzavano diverse Sim-card telefoniche intestate ad altrettanto fittizi cittadini stranieri, per condurre in porto la trattativa online, dopodichè, al momento della consegna del bene, pagavano con i titoli di credito che avevano precedentemente contraffatto, un sistema che fondava la sua stabilità sul gran numero di falsi prodotti ma, soprattutto, sulla varietà di persone coinvolte dal sistema sgominato stamane dalle forze dell’ordine.

Nella conferenza stampa di stamane, il procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo, ha spiegato gli elementi che hanno consentito al proprio ufficio di intercettare il meccanismo: ‘’Decisive sono state le denunce degli imprenditori truffati, i tabulati delle schede telefoniche e i riconoscimenti fotografici che le vittime hanno effettuato’’.

‘’Si tratta – ha proseguito il capo della magistratura inquirente palmese – di una vera e propria organizzazione a delinquere rigidamente organizzata e con un collaudatissimo ‘’modus operandi’’, è interessante notare come, ad esempio, i titoli di credito con i quali i soggetti pagavano la merce truffata, fossero perfettamente contraffatti e, peraltro, differenziati visto che esistevano circa cinque ‘’tipi’’ di assegno diversi, ciascuno dei quali era naturalmente riprodotto in molteplici copie’’.

I soggetti interessati dal provvedimento di custodia cautelare in carcere risiedono quasi tutti nella locride ma avevano scelto la piana come ‘’base’’ per perpetrare quelle che, in ipotesi, sono numerosissime truffe ciascuna delle quali aveva ad oggetto un bene dal valore di mercato non inferiore ai 10mila euro.

A proposito dei beni truffati dall’organizzazione, va sottolineato come alcuni di essi siano stati recuperati e sottoposti a sequestro preventivo: quasi tutti sono macchinari di tipo agricolo o edile come miniescavatori, motopale o carrelli elevatori.

Questi i nomi dei soggetti tratti in arresto:

BEVILACQUA Cosimo, nato a Melito Porto Salvo il 02.09.1968, residente a Marina di Gioiosa Jonica;
BEVILACQUA Luigi nato a Siderno il 09.07.1977, detenuto presso la Casa Circondariale di Locri;
BEVILACQUA Mimmo nato a Siderno il 27.01.1981, residente a Marina di Gioiosa;
BEVILACQUA Maurizio nato a Siderno il 09.05.1984 domiciliato a Corniglio (PR);
BEVILACQUA Marco nato a Siderno il 24.10.1982 in atto detenuto presso Casa Circondariale di Locri;
AMATO Antonio nato a Locri il 30.09.1982, residente Marina di Gioiosa Ionica;
FANTò Renato nato a Siderno il 28.10.1984, residente a Marina di Gioiosa Jonica
MESORACA Sabrina nata a Locri il 03.09.1990, residente a Marina di Gioiosa Jonica;
CARABETTA Francesco nato a Torino il 20.06.1980, residente a Siderno;
BEVILACQUA Massimo nato a Locri, il 12 gennaio 1974 e domiciliato in Marina di Gioiosa Jonica;
BEVILACQUA Francesco, nato a Reggio Calabria, il 19 dicembre 1989 e residente a Siderno;
BEVILACQUA Cosimo nato a Marina di Gioiosa Jonica, il 16 febbraio 1963 e residente a Marina di Gioiosa Jonica.

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