I Migrantes

Succede la sera di ritrovarsi dopo una giornata di lavoro in un bar assieme ad amici e conoscenti, io incontro invece miei corregionali calabresi, come me perfettamente integrati con la gente friulana che ci ospita e ci ha accolti anche con diffidenza che poi è andata scemando nel tempo.

L’incontro avviene presso il Bar “ Caffè …… E “ gestito dal titolare  Francesco Masullo (toscano di origine) e la moglie  Nucci assieme ai figli Ivonne e Cristian , persone gentilissime oltre che ospitali che non sempre si fanno pagare le consumazioni, quindi generose. Le nostre discussioni si protraggono a volte anche oltre l’orario di chiusura e a queste partecipano anch’essi. ( Se vi capita di passare da via Tavagnacco fermatevi e sarete accolti dalla loro simpatia e disponibilità, dalla loro attenzione alle vostre esigenze, provateci! )

Ricordiamo tutti individualmente raccontando anche le personali esperienze sia positive che negative vissute in questa terra bellissima che è il Friuli Venezia Giulia.

L’ultima nostra discussione è stata l’emigrazione dei calabresi! Cosa che mi ha fatto riflettere e quindi fare ulteriori ricerche arricchendo così la mia conoscenza di quel periodo storico.

L’emigrazione è un fenomeno sociale che ha in passato interessato e ancora forse interesserà persone dello stesso territorio e della stessa etnia, che hanno lasciato, lasciano tutt’ora e lasceranno tutto per andare ad insediarsi in luoghi diversi e lontani dalla propria terra.

Ad esempio le motivazioni principali che spinsero i miei antenati a lasciare la Calabria che per noi è “ La Patria “ sono state la fame e la miseria che l’hanno sempre afflitta e che si aggravò drammaticamente immediatamente dopo l’Unità d’ Italia a seguito della requisizione da parte dei “ piemontesi” delle casse del Banco delle Due Sicilie da parte di quelle esauste del Piemonte prosciugate dalla guerra di unificazione, che quindi a conti fatti è stata interamente pagata dalla Calabria.

Si trattava dell’astronomica somma di  443 milioni di lire-oro che all’epoca corrispondeva ad oltre il 60% del patrimonio di tutti gli Stati Italiani messi assieme.

Ma poi mica l’abbiamo voluta o cercata noi l’unificazione.

 Gli emigranti calabresi erano prevalentemente braccianti, costretti dalla povertà in seguito della crisi agraria degli anni 80  a seguito della “ tabula rasa” applicata al principale centro finanziario del meridione del quale venne pressocchè annullata la borghesia imprenditoriale.

Poi il  razzismo anti-meridionale   che si diffuse allora, stupidamente, sull’onda delle teorie di Cesare Lombroso completò l’opera, infatti aumentò oltre che la diffidenza anche il pregiudizio del Nord Italia verso il Sud Italia, pregiudizio che si diffuse anche negli altri Stati d’Europa e del mondo.

In America i settentrionali venivano fatti sbarcare dai piroscafi dal lato riservato ai “bianchi”, i meridionali da quello riservato ai “non whites, non bianchi”.

( Sbarco di emigrati  )

L’annessione della Calabria è stata un’annessione senza dichiarazione di guerra!

Tutto questo portò sin dai primissimi tempi dell’Unità d’Italia uno scarto drammatico del Sud rispetto al Nord e saranno tutti fallimentari i vari tentativi di equilibrare le due parti, dalle repressioni avviate dallo stato unitario fino a giungere all’assistenzialismo dell’Italia repubblicana con la famosa Cassa del Mezzogiorno col rubinetto a goccia mentre l’acquedotto restava a Roma.

L’esodo migratorio riprese notevolmente dagli ani ’50 in poi soprattutto verso le grandi citta della Pianura Padana, Piemonte e Friuli ; verso la Svizzera, Germania, Francia, Belgio-

( emigranti alla stazione di Villa San Giovanni)

La  comunità di calabresi più grande si trova in Friuli Venezia Giulia, specialmente nel Comune di Cividale e di Premariacco. Dove ha sede L’ Associazione Culturale e Ricreativa

“ Noi Calabresi con gli altri “ di cui è presidente il Signor Vincenzo Maiolino. Di questa associazione fanno parte moltissimi miei amici fra cui ricordo con affetto Rocco Servidio e Michele Sollazzo. Ebbene questa Associazione ogni mese di Giugno organizza una delle più grandi feste di calabresi a cui giungono da ogni parte della Regione per gustare le pietanze della cucina calabrese e dove si svolge pure la gara dei mangiatori di peperoncino.

Quella dei Calabresi è una comunità perfettamente integrata nel territorio stimata pure dalla gente friulana per la loro caparbietà, inventiva, instancabilità, per la bontà e generosità, l’altruismo.

Io stesso sono un emigrato e vivo in questa splendida città che mi ha accolto e che generosamente mi ospita. Ma non dimentico la mia “ Patria “ la Calabria che alle volte di lei mi par di udire nella lontananza la voce della risacca del suo mare, di vedere la sua luce e i suoi colori, ma soprattutto le sue essenze, i suoi profumi …. Un forte richiamo a tornare a casa.

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