Rombiolo, Insieme di Presinaci baluardo di cultura

Nelle piccole realtà locali un ruolo importante lo svolgono le associazioni culturali, vere protagoniste di importanti progetti che cambiano in positivo il volto e l’immagine delle comunità altrimenti emarginate, mettendo in pratica il principio di sussidiarietà enunciato nell’art. 118 della Costituzione. Esemplare l’associazione culturale “Insieme” di Presinaci (frazione del comune di Rombiolo) presieduta da Francesco Bagnato. Grazie all’impegno e alla passione che anima i soci da oltre 16 anni, con l’aiuto generoso di tutti gli abitanti e il contributo anche delle istituzioni locali, l’associazione ha realizzato diverse opere che hanno un indubbio valore storico-culturale. Tutto è partito dalla volontà dei fondatori di recuperare alcune tradizioni popolari della civiltà passata come la sagra del maiale (giunta alla 19esima edizione) per il recupero di una vecchia tradizione che si faceva nella ricorrenza della Madonna del Lume, la terza domenica di settembre (dai circondari giungevano diversi macellai per l’uccisione dei primi maiali con la fine della stagione estiva), e culminati nella realizzazione di un’importante struttura polivalente che da poco tempo è sede del  museo della civiltà contadina con spazi espositivi e sala conferenze. Il museo, in precedenza ospitato nel palazzo De Siena del XVII sec., riveste una grande importanza per i reperti e gli oggetti che sono presenti, frutto di un lavoro certosino di ricerca da parte dei soci (grazie anche alla collaborazione dell’antropologa Antonella Crudo) per vivere un lungo viaggio attraverso i tanti oggetti che testimonio la millenaria tradizione della civiltà contadina, che lo stesso Giuseppe Berto, in un famoso articolo del 1972 intitolato “La ricchezza della povertà”, l’aveva considerata ricca di “grandissima onestà e nobiltà dell’animo popolare, quasi una sacralità che la gente povera esprimeva nel parlare, nel gestire e nel coltivare un campo, nel costruire un muro o una casa”, una grande eredità, un patrimonio nel quale “la povertà degli antenati finalmente diventava ricchezza per i posteri, preziosa materia prima, in quantità incredibile, in una terra che di materie prime scarseggia” ma che “i calabresi si sono messi con grande energia e determinazione a distruggerla”. Non certo l’associazione culturale “Insieme” che ha recuperato tutto questo prezioso materiale che si può ammirare in questo centro polivalente, memoria della nostra più autentica storia e civiltà, così come si può constatare dal film-documentario “La festa del grano” che è stato realizzato nel 2001, di straordinario valore antropologico per la ricostruzione storica dalla semina del grano alla trebbiatura come avveniva nelle campagne prima dell’entrata in scena dei mezzi meccanici (l’opera ha venduto 4 mila copie).

 Questa struttura realizzata con tanta fatica ma con altrettanto entusiasmo grazie alla collaborazione di tanti professionisti (che donato il loro lavoro gratuitamente) e al lavoro di tanti cittadini di Presinaci, oltre all’indefesso impegno dei soci, adesso rappresenta un luogo di incontro e di condivisione di esperienze socio-culturali con altre aggregazioni sociali che vivono in altre realtà della Calabria. Lo dimostrano i recenti corsi di tarantella che coinvolgono tanti tra giovani e meno giovani che si stanno svolgendo e che stanno riscuotendo grande successo per il ballo-danza più diffuso al mondo. A raccontare questa esperienza, ma soprattutto la storia di progetti dell’associazione, uno degli animatori di vecchia data, Silvano Monteleone, vicepresidente da quando è stata costituita (1995). A febbraio inizia il gemellaggio con l’associazione “Cum. El.ca” di Gallicianò (Reggio), e da questo incontro nasce il progetto sulla tarantella tipica dell’Aspromonte dei paesi grecanici con il maestro Ciccio Nucera.

Ma di grande valore sociale e artistico è stata la stagione teatrale che è durata diversi anni e che ha dato notorietà alla compagnia teatrale “I commedianti di Presinaci” in tutta la regione, con alcuni attori insigniti di prestigiosi premi. “L’idea è nata – come ha spiegato Monteleone – per riscattare l’immagine negativa che aveva Presinaci”. A causa di un fatto di cronaca nera successo il 17 aprile del’55 che fece il giro del mondo, la strage compiuta da colui che è considerato il primo pentito della ‘ndrangheta, Serafino Castagna, autore, come si ricorderà, del memoriale “Tu devi uccidere”, (ripreso tra l’altro anche dallo scrittore Sharo Gambino nel saggio “La mafia in Calabria”, che ha vinto nel 1976 il premio Sila) questa località era conosciuta per questa tragica vicenda. L’impegno culturale ha prodotto i risultati sperati in quanto, osserva con orgoglio Monteleone, “Presinaci adesso è conosciuto grazie alla compagnia teatrale e all’associazione culturale Insieme”.

Un’altra opera di grande valore storico-sociale è rappresentato dal monumento alla “Emigrazione e alla Civiltà contadina”, un altorilievo in bronzo (realizzato da Antonio Albino, il figlio del noto pittore Lorenzo) e inaugurato nel 2001, la cui base è stata realizzata con materiale di recupero trovato nelle campagne per restituire il sapore e il sapere di un tempo. Ma sono tante le iniziative in cantiere da parte di questa associazione che oltre al presidente Bagnato e al vicepresidente Monteleone, si avvale nel Consiglio direttivo dell’apporto di Tiziano Monteleone, di Fortunato Meligrana e di Illuminata Costanzo. Sono oltre 30 i soci attivi ma tantissimi coloro che collaborano.

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