Passaggio di consegne tra Bossi e Maroni

Con Umberto Bossi “abbiamo chiarito un pò di cose. Bossi ha avuto parole lusinghiere sul mio conto, di grande apprezzamento, che mi hanno fatto molto piacere”. Lo ha spiegato Roberto Maroni a Savona. “Quando ho letto le anticipazioni di Panorama sul dossier che sarebbe stato realizzato su di me, ho pensato che le panzane erano così colossali che si sarebbero smontate in un secondo come poi è avvenuto. Il dossier era da presentare a Bossi per far aumentare l’attrito tra me e lui e spaccare la Lega Nord. Di questo sono convinto leggendo quelle incredibili cose scritte ma siamo riusciti a smontarlo”. E’ questa una delle affermazioni fatte oggi da Roberto Maroni che, a Villa Cambiaso a Savona, ha aperto i lavori del Congresso Regionale della Lega Nord.

“Ho plaudito all’incontro tra Bossi e Maroni, finalmente si sono chiariti. Ho fatto un grande lavoro per tenerli vicini”. Lo dice Roberto Calderoli. “Bossi è il primo bene della Lega”, dice. “Se Maroni sarà segretario lo sosterrò con convinzione” a patto che ci sia “un chiariamento vero tra i due”. “La Lega è fatta da tutti”, afferma Calderoli. Dalla Lega, ha aggiunto Calderoli, “solo rimborsi spese”, “indirettamente l’appartamento l’ho sempre pagato”. “C’è passato sopra uno tsunami”. E’ un’analisi che parte da lontano quella di Roberto Calderoli per denotare i problemi interni del Carroccio. “La Lega è nata a Varese e i problemi sono nati a Varese”, dice il coordinatore delle segreterie della Lega Nord. Calderoli parla di “tanti galli in un pollaio” e si sofferma sulla gestione del gruppo Lega da parte di Marco Reguzzoni. “Sconsigliai Bossi di mettere Reguzzoni” a capo del gruppo, “non aveva caratteristiche, anche di carattere, per tenere insieme un gruppo”. Per Calderoli se si constata che “i problemi hanno una data storica” si può affermare che le tensioni interne al Carroccio sono nate con la nomina di Reguzzoni a capogruppo. Calderoli torna indietro con il tempo, ricordando la presentazione delle firme del 70% del gruppo del partito a favore di Giacomo Stucchi. “E’ evidente che il problema è lui”, dice Calderoli riferendosi a Reguzzoni e ricordando di aver proposto a Bossi di nominare Maroni capogruppo. “Stiamo facendo una verifica contabile interna, abbiamo affidato questa verifica ad una società esterna”. Gli investimenti in Tanzania sono stati “una pura follia”. E’ in atto un “attacco del sistema contro l’unica forza anti-sistema. Molti attacchi alla Lega sono perché siamo stati gli unici a dire no a questo governo, una forza politica che canta fuori dal coro”.

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