Spinea, qui a Pam si assume di domenica

Hanno 20 anni studiano ma oggi, che è domenica, sono, con il sorriso, alla cassa di un supermercato a guadagnarsi uno stipendio per non pesare in casa, togliersi qualche capriccio, in attesa, lei di laurearsi in legge per fare il magistrato, e lui di diventare perito informatico. I protagonisti di questa storia sono Cristina Fregonese e Daniele Zabeo, entrambi del veneziano, che sono stati tra i primi a candidarsi ad uno dei posti di lavoro domenicali messi a disposizione, grazie alle liberalizzazioni, dal Gruppo Pam di Spinea in provincia di Venezia, con 132 negozi in tutta Italia che hanno “fame” di addetti per coprire i nuovi turni di lavoro.

Paolo Venturi, direttore marketing del Gruppo, ha messo in moto la macchina. Servivano addetti e quando la vicenda liberalizzazioni si è stabilizzata (“si apre non si apre…” ricorda) è partita una campagna via internet e con pubblicità nei negozi a caccia di studenti delle medie superiori ed universitari, rigorosamente iscritti all’anno 2011-2012, per coprire i 300-400 posti che andranno a regime in estate.

“Sono fioccate le candidature – rileva Venturi – ed ecco che oggi siamo a quota 9.100 giovani tra i 20 e i 25 anni da selezionare, alcuni sono già inseriti, come qui a Spinea con Cristina e Daniele, ma già dalla prossima settimana ne arriveranno altri quattro”. Il meccanismo – che utilizza il contratto nazionale del commercio a tempo determinato – è rodato ed è forte delle assunzioni che venivano fatte per le aperture in deroga per le festività. Cristina, occhi azzurrissimi, studia legge a Ferrara con un sogno da magistrato, ha fatto qualche lavoretto in passato poi ha visto la pubblicità. “Ho presentato domanda – racconta – ho fatto il colloquio ed eccomi qui da qualche domenica, prima tra gli scaffali poi alla cassa”.

“Durante la settimana faccio la pendolare – aggiunge Cristina – non ho tempo per nulla se non per studiare, quindi il sabato sto con gli amici la sera, unico tempo da dedicare allo svago, ma senza fare tardi perché la domenica c’é il lavoro”. “E’ un sacrificio – aggiunge – ma lo faccio volentieri, peso meno in famiglia e mi posso permettere qualcosa per me senza dover chiedere nulla a nessuno: ne vale pena”.

La storia di Daniele è diversa, lui teme la crisi e la fame di lavoro ce l’ha dentro. Alto sorridente fisico massiccio (ex boxeur) racconta che fa le serali perché prima di tutto viene il lavoro e così di giorno si divide tra il lavoro di informatico e la falegnameria in una ditta di serramenti. La sera va a scuola in un istituto tecnico per conseguire il diploma e “quando ho visto che potevo lavorare anche la domenica – racconta – mi ci sono buttato subito”. “Da che è scoppiata la crisi – dice Daniele – ho messo da parte tutto e ho pensato solo al lavoro, poi ho proseguito gli studi e pazienza per tutto il resto”. Ciò non toglie che un po’ di tempo resti il sabato e così, anche se “é molto poco ma può bastare” confessa che suona la chitarra, il basso o la batteria a seconda delle esigenze della sua band. Per Venturi si tratta di un’operazione di successo anche perché le aperture domenicali si stanno dimostrando il potenziale “secondo” giorno di vendite della settimana.

Lascia un commento