Marò, l’Italia incassa il sostegno del G8

Giulio Terzi ha sollevato in ambito della ministeriale del G8 a Washington il caso dei marò italiani trattenuti in India e ha detto di aver “avuto dai colleghi del G8 una piena comprensione e condivisione di quelli che sono i principi che l’Italia afferma in maniera inequivocabile in questa vicenda”, ha spiegato detto il Ministro.

Il titolare della Farnesina, ha sollevato la questione della pirateria “nei suoi aspetti generali per quello che rappresenta il fenomeno come rischio crescente per la navigazione e in particolare per quelle che sono le preoccupazione del governo italiano sul piano dell’interpretazione della giurisdizione che viene data in particolare nel caso dell’India in modo non corretto per il rispetto dell’appartenenza alla sovranità del Paese di bandiera delle navi che transitano in alto mare ossia al di fuori delle acque internazionali”.

Davanti ai colleghi del G8, Terzi ha sottolineato come “la pirateria, in quanto rischio crescente per la navigazione, costituisca un danno economico estremamente rilevante, ormai nell’ordine di centinaia di milioni di dollari all’anno” ma soprattutto un rischio enorme per i marittimi, per le persone che operano a bordo delle unità mercantili. “Ho voluto sollevare questo tema – ha insisto il capo della diplomazia italiana a margine dei lavori – sottolineando in particolare quelle che sono le preoccupazioni che il Governo italiano ha sul piano dell’interpretazione della giurisdizione che viene data, in particolare nel caso dell’India, in modo non corretto per il rispetto dell’appartenenza alla sovranità del Paese di bandiera delle navi che transitano in alto mare e cioé al di fuori delle acque nazionali e per quanto riguarda la giurisdizione esclusiva che esiste non solo su queste navi ma anche sul personale appartenente alle forze armate che è destinato a proteggerlo”.

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