Torino, vitigni rari e conservazione della biodiversità

La Città di Torino ha firmato una convenzione con il Dipartimento valorizzazione produzioni agricole e forestali (Divapra) per l’affidamento in concessione del servizio di gestione sperimentale del vigneto e della cantina di proprietà della Città di Torino presenti nel complesso Bonafous di Chieri.

L’Istituto Bonafous è un’area di 350mila metri quadrati in carico al settore Gestione Verde del Comune, al cui interno vengono svolte attività di produzione florovivaistica, di ricerca e sperimentazione nei settori della frutticoltura, viticoltura ed enologia, e corsi di formazione professionale per il giardinaggio, l’agricoltura e l’ambiente. Oltre alle serre che producono varietà arboree per il verde pubblico, l’azienda agraria comprende terreni a vigneto (12mila mq), frutteto (9mila), a prato stabile (90 mila mq).

La parte storica del vigneto, che si sviluppa su una superficie di circa un ettaro, è stata realizzata a metà degli anni ’70 con i vitigni tipici della zona: Freisa e Bonarda piemontese. Nel 2000, grazie a un progetto della Provincia di Torino, è stata realizzata una collezione di vitigni minori e rari del Piemonte per la conservazione della biodiversità genetica. Dal 2002 la gestione di questa area del Bonafous è affidata al Divapra, che vi compie un’intensa attività di ricerca e di sperimentazione sulla microvinificazione di vitigni rari e sulla conservazione della biodiversità.

La nuova convenzione affida per due anni la gestione del vigneto e della cantina dell’Istituto. La Città, con la nuova convenzione, non offre contributi per la gestione, ma l’Università dovrà finanziarsi interamente con la vendita del vino prodotto, stimabile in circa 5 mila litri/anno.

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