Oggi la Chiesa di Calabria ricorda san Filareto da Seminara

 Nato a Palermo nel 1020 da genitori calabresi col nome di battesimo di Filippo che poi cambiò in Filareto una volta entrato a far vita monastica. Appena compiuti i diciotto anni ebbe l’opportunità di venire in Calabria assieme ai genitori al seguito di un esercito bizantino guidato da un tal Giorgio Maniace che riuscì a sconfiggere gli Arabi ad Origina in Sicilia con grande entusiasmo dei Cristiani.

Filareto lasciò la terra sicula, assieme ad altri monaci, per portarsi e fermarsi coi genitori a Sinopoli nella provincia di Reggio. Dopo sette anni, col consenso della famiglia, lasciò la casa per andare ad iniziare la sua vita monastica fatta di tanto ascetismo sul monte Aulina nel monastero di sant’Elia di Palmi dove viveva in santità Elia di Enna.

Sodaro scrive che: “fece qui la sua professione religiosa nelle mani dell’egumeno Oreste, che diventò suo maestro di vita spirituale, ispirandosi a Mosè, al profeta Elia, ad Antonio della Tebaide, ma soprattutto ad Elia di Enna di cui leggeva ogni giorno la vita manoscritta che teneva sempre con sé. Rimase sempre in questo monastero col compito di condurre al pascolo gli armenti, compito che adempiva umilmente e gioiosamente. Quindi gli fu assegnato un terreno da dissodare e da coltivare, in mezzo al quale costruì una capanna che scelse per dimora. Di quel che produceva col suo lavoro dava ai poveri quel che avanzava ai bisogni del monastero”.

Insomma condusse una vita grama ma pur felice nella gioia della misericordia di Dio: vestiva miseramente e mangiava tanto poco e male da far ammalare il suo fisico in modo grave. Fu così che finì la sua vita il 6 aprile del 1070 fra il pianto dei suoi confratelli che lo seppellirono nella chiesa di san’Elia per poi essere traslato nel monastero che prese il nome di Elia e Filareto.

Dopo qualche tempo le sue reliquie furono portate nella chiesa collegiata di Seminara. Riferisce il  Bruno Sodaro che, dopo il terremoto dell’11 febbraio del 1693, fu fatta una ricognizione del corpo di Filareto e così parte delle sue reliquie furono inviate alla chiesa di san Basilio prima e nella cattedrale, poi, di Palermo, praticamente dove era nato e da dove venne a noi. Altre reliquie rimasero a Seminara per essere venerate nel santuario della Madonna dei Poveri. 

 

 

 

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