Cinque ragazzi Servizio civile in Ateneo friulano vicino a studenti disabili

Sono cinque i giovani volontari del Servizio civile selezionati dall’Università di Udine che saranno impegnati in Ateneo per un anno, collaborando alle attività di orientamento, tutorato e assistenza agli studenti universitari disabili. Samantha Lavaroni, di San Pietro al Natisone, Menuel Pedicini, di Udine, Serena Soldà, di Pozzuolo del Friuli, Manuel Tedesco, di Latina, Elisabetta Zumello, di San Daniele del Friuli, lavoreranno, infatti, nell’ambito del progetto “Università solidale 2012”, proposto dal Servizio orientamento e tutorato dell’Ateneo. 

Il progetto intende: favorire la fruizione dei servizi universitari da parte degli studenti portatori di handicap contribuendo, nel contempo, all’orientamento degli studenti (anche non disabili) al fine di migliorare le condizioni di apprendimento e la qualità della didattica; aumentare i livelli di partecipazione degli studenti disabili nelle attività accademiche e culturali dell’Ateneo, migliorando anche la collaborazione con gli enti sul territorio che si occupano di giovani e disabilità; favorire il raggiungimento della massima autonomia possibile nell’attività di studio e nell’organizzazione delle proprie esigenze.

Gli studenti disabili – ossia studenti che presentano deficit di tipo fisico e persone sottoposte a terapie o malate – risultano essere una realtà significativa e in continuo aumento nelle comunità universitarie italiane. All’università di Udine, in particolare, il numero di studenti disabili è passato, nell’arco di 10 anni (dal 1999/2000 – anno di istituzione del Servizio di assistenza agli studenti disabili – al 2009/10) da 30 a 119 unità, con una media annua negli ultimi 5 anni di 110 studenti.

Alta la percentuale di studenti disabili che risiedono fuori dal comune Udine: per l’anno 2009/2010, l’82% risultava residente fuori dal comune di Udine e, di essi, il 52% residente nella provincia di Udine, il 18% fuori regione, il 17% nella provincia di Pordenone, l’11% nella provincia di Gorizia e l’1% rispettivamente nella provincia di Trieste e all’estero.

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