La raccolta dei rifiuti è ripresa a Palermo

Tira un sospiro di sollievo il capoluogo siciliano dove oltre tremila tonnellate di pattume si sono accumulate per le strade nei quattro giorni di sospensione del servizio per la protesta dei lavoratori dell’azienda comunale Amia che non avevano ricevuto gli stipendi. Ma i cittadini esasperati hanno comunque appiccato la scorsa notte decine di roghi per liberarsi da cumuli di immondizia. Sono una cinquantina gli interventi dei vigili del fuoco, impegnati in tutta la città, dal centro alla periferia, per domare gli incendi di cassonetti.

Ci vorranno giorni perché la situazione torni alla normalità, anche se il rischio è che l’emergenza si ripresenti ancora nel giro di un mese. Gli autocompattatori infatti sono tornati su strada solo perché l’Amia ha ricevuto due milioni di euro per la pulizia delle caditoie, liquidità sufficiente a pagare gli stipendi di marzo. Resta incertezza per il futuro.

Il prefetto Umberto Postiglione e il commissario straordinario del Comune, Luisa Latella, che hanno operato per far rientrare la protesta dei dipendenti garantendo all’Amia il pagamento dei due milioni, hanno attribuito la responsabilità dell’emergenza ai commissari che gestiscono l’azienda, in liquidazione. Latella aveva sottolineato che nell’ultimo mese ad Amia sono stati erogati 15 milioni, ma che ciò nonostante l’azienda si è trovata senza liquidità. Amia vanta crediti per circa 85 milioni con gli Ato e i Comuni della provincia per l’uso della discarica di Bellolampo.

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