James Cameron ha raggiunto il fondo della Fossa delle Marianne

Il regista canadese è giunto a 10.898 metri di profondità nel Pacifico, a bordo del batiscafo monoposto Deepsea Challanger. Lo ha annunciato lui stesso via Twitter, scrivendo. “Sono appena arrivato nel punto più profondo dell’oceano. Toccare il fondo non è mai stato così bello. Non vedo l’ora di condividere con voi ciò che vedo”.

Nel suo sito online, la National Geographic Society, che ha contribuito ad organizzare la spedizione del regista di Titanic, Abyss e Avatar, precisa che Cameron ha raggiunto la meta alle 07:52 ora locale (le ore 23:52 di domenica in italia). Dal batiscafo, secondo la stessa fonte, ha comunicato in superficie alle navi appoggio Marmaid Sapphire e Barakuda. “Tutti i sistemi Ok”. La discesa è durata circa tre ore. La missione del regista é quella di raccogliere dati, campioni e filmare immagini. La preparazione per la spedizione è durata sette anni, e ha portato alla realizzazione di un minisommergibile, il Deepsea Challenger, in grado di scendere negli abissi del mare alla vetiginosa velocità di circa 150 metri al minuto e di resistere ad una pressione di oltre 1,2 tonnellate per centimetro quadrato. L’impresa di Cameron arriva a più di 50 anni da quella compiuta sempre nella Fossa delle Marianne con il batiscafo Trieste, di costruzione italiana, da Don Walsh e Jacques Piccard, i primi raggiungere quella profondità nel 1960. Il regista canadese, come precisa il National Geographic, è però il primo uomo a compiere l’impresa “in solitario”.

Dopo una risalita più rapida del previsto, in 70 minuti, il batiscafo è tornato in superficie alle ore 04:00 del mattino ora italiana, 500 km a sudovest dell’isola americana di Guam, nel mezzo del Pacifico occidentale, a metà strada fra l’Australia e il Giappone. L’immersione è durata circa cinque ore. Sul fondale il batiscafo dovrebbe aver raccolto immagini e campioni. Solo due persone prima di Cameron avevano raggiunto il fondo della Fossa delle Marianne (Challenger Deep in inglese): l’oceanografo svizzero Jacques Piccard e l’ufficiale di Marina americano Don Walsh, il 23 gennaio 1960, a bordo del batiscafo di fabbricazione italiana Trieste. In seguito il fondale era stato raggiunto da due robot sottomarini, il giapponese Kaiko nel 1995 e l’americano Nereus nel 2009.

Il Deepsea Challenger è un batiscafo monoposto di colore verde, dalla insolita forma di siluro verticale, lungo 7,3 metri. E’ stato costruito in Australia, nella massima segretezza, in collaborazione col National Geographic e la sponsorizzazione della Rolex. Alla progettazione del batiscafo e della discesa hanno partecipato lo Scripps Institution of Oceanogrphy, il Jet Propulsion Laboratory e l’Università delle Hawaii. Il Deepsea Challenger ha una sfera di pilotaggio che può contenere una sola persona, fatta di acciaio spesso 6,4 cm, con un unico oblo’ di vetro speciale. E’ fornito di bracci meccanici con telecamere e pinze per la raccolta di campioni. Durante le prove all’inizio di marzo, Cameron aveva raggiunto la profondità di 8.166 metri.

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