Lozzano, attentato a Frediano Manzi imprenditore anti racket

Era appena sceso dalla sua automobile, in provincia di Como dove vive, quando ignoti gli hanno sparato due colpi di pistola, uno dei quali lo ha colpito al polpaccio. E’ successo nella tarda serata di martedì. Vittima dell’agguato è Frediano Manzi, responsabile dell’associazione Sos Racket e usura, molto attiva a Milano e un po’ in tutta la Lombardia. Manzi pare abbia telefonato alla compagna avvisandola che qualcuno gli aveva appena sparato. Quest’ultima, scesa in strada, ha trovato l’uomo a terra e ha chiamato il 113. Manzi è stato soccorso e trasportato in ospedale Sant’Anna di Como, dove è stato prontamente medicato. L’accaduto è al vaglio dei carabinieri che cercheranno di individuare i responsabili e di stabilire le cause.

Manzi è il fondatore dell’associazione sos racket e usura, attiva dal 1997. Un’associazione presente soprattutto on line, grazie a un sito diventato piattaforma di rivolta al sistema mafioso lombardo. Tra le altre l’inchiesta dello stesso Manzi che con una telecamera nascosta riuscì a riprendere le dichiarazioni della moglie di un boss che gestisce le case popolari di Bresso. Ma anche le denunce sulla gestione dei rifiuti, sul movimento terra e sul mercato dei fiori a Milano. Tutti business in cui l’egemonia dei clan è da sempre incontrastata.

A novembre scorso anche una brutta pagina del suo impegno anti racket con l’ammissione che alcuni attentati ai suoi danni erano simulati. Messe in scena per attirare l’attenzione. Manzì confesso di aver pagato 1.200 euro a un pluripregiudicato affinché eseguisse due attentati a un chiosco di fiori e a un furgone riconducibili alla sua attività, poi denunciati come episodi di intimidazione.

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