Il presidente della Provincia di Udine conferma l’emergenza credito per le imprese

«Se si parla di impresa e di strategia per fare sistema nell’affrontare la crisi non può mancare tra gli interlocutori il sistema bancario. Solo le banche possono dare risposte puntuali alla necessità creditizia del sistema. E per questo saranno invitate a partecipare nella prossima riunione del Comitato».

È la conclusione del presidente della Provincia on. Pietro Fontanini che ha presieduto la riunione del Comitato provinciale per l’economia e il lavoro (Cpel).

A fare il punto assieme ai rappresentanti dell’ente di area vasta – perla Provincia, oltre al presidente Fontanini, erano presenti gli assessori al lavoro, alle attività produttive e al turismo, rispettivamente, Daniele Macorig, Adriano Ioan e Franco Mattiussi – l’assessore regionale alle attività produttive Federica Seganti che, dopo aver illustrato gli ultimi interventi regionali nel settore delle politiche di sviluppo e i risultati conseguiti, ha risposto a tutte le istanze presentate dai componenti del Comitato, ovvero i rappresentanti di Cciaa, Assindustria, Api, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Consorzi industriali (Ziu, Aussa Corno e Agroalimentare), Cgil, Cisl e Uil, Assocoop, Unione agricoltori, Cia e Coldiretti di Udine.

In generale, quello che è emerso è che gli interventi della Regione, in primis, ma anche della Provincia, stanno andando nella giusta direzione nel fronteggiare il difficile momento economico: nel corso dei diversi interventi, infatti, sono stati espressi apprezzamenti su azioni quali quelle volte alla sburocratizzazione, all’aumento dei fondi di rotazione, a favore di innovazione, internazionalizzazione, o dello start up di imprese giovani e/o femminili.

Ma è stato sull’accesso al credito da parte delle imprese e sul rapporto con il sistema bancario che si sono incentrati alcuni interventi. Interventi che hanno evidenziato come le banche siano molto più attente rispetto al passato nel concedere credito con percorsi di analisi sempre più severi.

E come tale rigidità da parte del sistema bancario abbia messo in seria difficoltà il tessuto produttivo soprattutto quello delle aziende piccole e piccolissime. «Regione e Provincia hanno limiti precisi – ha affermato Fontanini – e non possono certo sostituirsi al sistema creditizio. Come emerso, quello che era in nostro potere è stato e viene fatto: da un latola Provinciaha dato una decisa accelerata ai pagamenti alle aziende appaltatrici ela Regioneha messo mano a strumenti importanti quali, ad esempio, la semplificazione per l’acceso al credito, i fondi di rotazione o il finanziamento ai progetti specifici riducendo le istruttorie. Ma il nodo vero rimane quello delle banche. Vi sono aziende che si trovano a un passo dal tracollo a causa di ritardi o inadempienze nei pagamenti. E quando vanno a bussare agli istituti di credito si trovano la porta sbarrata. Alle aziende che stanno continuando a resistere e che hanno gli utili pressoché pari a zero non possiamo chiedere di più: se tutti ci siamo messi insieme per fare sistema, nella partita debbono entrare anche le banche».

Quanto al rischio di vedere inevase le proprie fatture, l’assessore Seganti ha riferito altresì della possibilità di avvalersi di figure specifiche in grado di analizzare l’affidabilità del cliente: inutile produrre 100 per un cliente che sappiamo a priori che pagherà venti, meglio porre dei limiti prima a certe commesse che ritrovarsi dinanzi a fallimenti inevitabili a causa di clienti morosi.Fontani e Seganti

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