L’inferno del trasporto pubblico teramano

“Ore d’inferno, per il trasporto pubblico teramano, quelle della seconda metà della giornata di martedì 13 marzo, quando è bastato un guasto alla motrice del treno delle ore 16:15 proveniente da Pescara, nei pressi di Bellante stazione, per isolare completamente Teramo, “capoluogo di provincia”, dal resto del mondo civilizzato”. E’ lo sfogo di alcuni nostri lettori pendolari che si sono rivolti al giornale per denunciare l’ennesimo disagio patito. “A nulla sono serviti i mezzi sopravvissuti al taglio selvaggio del trasporto suburbano su gomma, applicato dalla pessima amministrazione degli enti locali (Regione in primis) che, con la nefanda scelta di puntare tutto sul trasporto su rotaia, non hanno banalmente considerato il singolo binario che contraddistingue la tratta Giulianova-Teramo dove, come è accaduto e spesso accade – proseguono – è bastato un semplice guasto per creare un disagio enorme alla popolazione (soprattutto pendolari) con la soppressione di ben tre convogli ed il ritardo di 25 minuti di un quarto treno. Almeno fino a maggio dello scorso anno c’era un servizio di autobus che sopperiva egregiamente a situazioni del genere specialmente con la tratta Teramo-Pescara-Chieti Via Autostrada A14”.

I cittadini rilevano come “si è assistito a scene assurde come autobus stracolmi all’inverosimile, gente tanto pressata da avere difficoltà ad accedere sui mezzi a causa delle portiere bloccate, persone anziane che si sono sentite male per quanto erano costipati tra la folla, malati dimessi dall’ospedale che c’è mancato poco ci dovessero tornare per i disagi che stavano subendo, ecc., e tutto questo per i tagli scriteriati al trasporto su gomma dell’area metropolitana di Teramo e Giulianova, una scelta questa da rivalutare affinché non accadano più episodi del genere che non è sbagliato definire di “ordinaria follia” visto il periodico verificarsi nel tempo”.

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