La corruzione travolge anche la Lega Nord

Pesante il sospetto di soldi arrivati alla Lega Nord, attraverso un sistema di tangenti. Il tramite sarebbe l’esponente locale della Lega Nord Marco Paoletti, anche lui indagato. Dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni messe a verbale da cinque/sei indagati, tra cui lo stesso Marco Paoletti, ex esponente locale della Lega, Boni e Ghezzi tra soldi promessi e versati, questa l’ipotesi degli inquirenti, avrebbero ricevuto un milione di euro dal 2008 al 2010. Denaro in contanti che, come risulta dalle conversazioni telefoniche e dagli interrogatori, il presidente del consiglio regionale e il capo della sua segreteria, non avrebbero intascato ma in qualche modo sarebbe arrivato ad esponenti locali del Carroccio, si suppone per finanziare iniziative del partito a livello territoriale.

Tant’é che la Procura di Milano sta vagliando l’ipotesi di contestare il reato di finanziamento illecito al partito. Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e del pm Paolo Filippini, il denaro veniva versato dagli imprenditori per ottenere facilitazioni per la realizzazione, in particolare, di centri commerciali nell’hinterland milanese. Un sistema nel quale a fare da tramite ci sarebbe stato l’architetto Michele Ugliola, già coinvolto nell’inchiesta sul giro di mazzette a Cassano d’Adda e che avrebbe avuto rapporti con altri amministratori dei comuni della cintura di Milano ed anche con quelli di Sesto San Giovanni. Infatti alcuni atti dell’inchiesta sono stati trasmessi ai pm Walter Mapelli e Franca Macchia, che stanno indagando sul cosiddetto sistema Sesto.

Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni, e’ indagato dalla Procura di Milano per corruzione. Boni risulta indagato per corruzione insieme a un suo stretto collaboratore nell’ambito di un’ inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, nata da un’indagine su un giro di tangenti che riguardano i vecchi amministratori del Comune di Cassano D’Adda (MI). Inchiesta che aveva portato all’arresto dell’allora sindaco. Da quanto si è saputo, a dare impulso al nuovo filone investigativo che ha coinvolto Boni sarebbero stati una serie di dichiarazioni rese agli inquirenti dall’architetto Michele Ugliola anche lui indagato per la vicenda che riguarda il comune del milanese e coinvolto anche nel caso Montecity-Santa Giulia.

C’é anche Dario Ghezzi, il capo della segreteria del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni, tra gli indagati per corruzione nell’inchiesta della procura di Milano. Nel nuovo filone di indagine i militari della Guardia di Finanza hanno effettuato quattro perquisizioni, tra cui anche allo stesso Boni, al quale é stato consegnato un avviso di garanzia. Da quanto si è saputo a dare impulso alla nuova inchiesta ci sono anche delle dichiarazioni di un esponente della Lega.C’é anche l’immobiliarista Luigi Zunino tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano nella quale è indagato anche Davide Boni, presidente del Consiglio regionale lombardo. Zunino sarebbe stato beneficiario di alcuni interventi compiuti sul piano regolatore di Cassano d’Adda.

Il presidente del Consiglio regionale Davide Boni e il suo collaboratore Dario Ghezzi “utilizzavano gli uffici pubblici della Regione come luogo di incontro per concludere accordi nonché per la consegna dei soldi”. E’ scritto nel decreto di perquisizione dell’inchiesta milanese per corruzione. Dall’inchiesta che vede indagato per corruzione il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, emergerebbe, da quanto si è saputo, il sospetto di soldi arrivati alla Lega Nord, attraverso un sistema di tangenti. Il tramite sarebbe l’esponente locale della Lega Nord Marco Paoletti, anche lui indagato.

“In relazione ai fatti oggetto di contestazione, anticipo fin da ora la mia totale estraneità” e “confermo la mia piena disponibilità a chiarire la mia posizione”. Così il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, si è espresso dopo la notizia che è indagato per corruzione.

“Confermo che in data odierna – ha dichiarato Boni – mi è stata notificata un’informazione di garanzia contestualmente a una perquisizione negli uffici della mia segreteria”. “In relazione ai fatti oggetto di contestazione – ha proseguito il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, indagato per corruzione – anticipo fin d’ora la mia totale estraneità. Nel contempo confermo la mia piena disponibilità a chiarire la mia posizione e la mia estraneità con gli organi inquirenti, in modo da poter fare piena luce sulla vicenda nei tempi più rapidi possibili”.

La notizia dell’indagine per corruzione a carico del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni (Lega), ha raggiunto il Pirellone durante la seduta dell’Aula, poco prima della pausa pranzo. Il Consiglio sta discutendo della nuova legge sull’edilizia, ma ovviamente in pochi minuti le accuse a Boni sono diventate l’argomento di conversazione alla buvette. Per ora non c’é stata alcuna reazione ufficiale da parte dei gruppi, ma il caso politico è aperto, anche perché Boni è accusato di corruzione dopo che lo stesso è capitato ai due vice presidenti che erano stati eletti con lui all’inizio della legislatura, Filippo Penati (Pd) e Franco Nicoli Cristiani (PdL) già sostituiti dopo le dimissioni dall’incarico nell’Ufficio di presidenza, così come è accaduto con il consigliere segretario Massimo Ponzoni (PdL).

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