Italia in lutto per Lucio Dalla

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Il cantante bolognese è stato colpito da attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per alcuni concerti. Avrebbe compiuto 69 anni il 4 marzo. Nel giorno della sua scomparsa, le note delle canzoni più famose riecheggiano dalla casa bolognese del cantautore, nella centralissima via D’Azeglio. Le persiane del grande appartamento sono chiuse, ma dalle finestre del palazzo escono le note di alcuni dei suoi successi più famosi, come Caruso e Canzone.

Il malore è arrivato all’improvviso. Nessuna avvisaglia. “Stava bene. Lui e Mondella si sono sentiti ieri sera dopo il concerto di Montreaux: era contento di come era andato il concerto. Stamattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate”, poi il malore. Così, dalla Midas Promotion, società di comunicazione nel mondo della musica e dello spettacolo fondata da Michele Mondella, la sua assistente ricorda, al telefono, le ultime ore di Lucio Dalla.

La notizia, circolata inizialmente in rete, ha lasciato sgomenta la sua Bologna. “L’ho sentito ieri sera, è vivissimo”. Non ci può credere Roberto Serra, amico storico di Dalla e fotoreporter di professione, non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. “Non è possibile – ripete Serra – mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso. Era contento per un’intervista che gli avevano fatto e per il tour europeo che aveva appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent’anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, Stava andando a Montreux, era felice”. È stato il suo ultimo viaggio.

Il ricordo dei Pooh.

“Lucio, perché così lo chiamiamo tutti da sempre, senza bisogno del cognome, è stato amico e fratello di tutti quelli con cui ha lavorato, cantato o anche solo parlato… Sempre uguale a sé stesso, sempre in equilibrio perfetto con una cultura acquisita e inventata strada facendo. Lucio è stato l’esempio più bello di chi ha saputo trasformare con leggerezza il proprio lavoro in un’arte.  Lucio, con la sua continua voglia di stupire e la sua involontaria capacità di piacere al mondo!”

“Mio padre a sette anni mi fece ascoltare, durante un viaggio in auto “Ma come fanno i marinai”. Ho capito qualche anno dopo che uno di quei  marinai “mascalzoni ed imprudenti con la vita nei calzoni e col destino in mezzo ai denti sotto la luna puttana e il cielo che sorride” era proprio Lucio; e che mi avrebbe insegnato ad amare le parole e a godere della loro leggerezza e della loro profondità. Un giorno gli ho chiesto se avesse idea di dove fossero finiti Anna e Marco. mi ha risposto che non aveva alcuna importanza il luogo, ma mi ha convinto quando mi ha promesso che ovunque fossero, ancora si amavano. Questo ho imparato da lui”. Niccolò Agliardi.

“I primi album di Lucio hanno acceso in me il sogno di poter fare lo stesso lavoro d’artigiano. A tratti Lucio è stato un genio”. Giulio Casale.

“La musica italiana ha perso un suo accento. Addio Lucio, sei scomparso e presente”. Sal Da Vinci.