Fabrizio Pioli, vincere il muro dell’omertà l’appello del sindaco Bellofiore

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Gli inquirenti sono certi. L’elettrauto che manca da giovedì della scorsa settimana da casa sua a Gioia Tauro è rimasto vittima della lupara bianca, ucciso per un amore proibito. Fabrizio Pioli ha pagato a caro prezzo la relazione clandestina con una giovane donna di Melicucco, sposata e madre. E in Calabria, dove vige la legge della ‘ndrangheta, i delitti d’onore sono anche nel duemila una triste realtà. Ad oggi però il cadavere del ragazzo non è stato ritrovato. Così ad esprimere l’umore di una comunità intera è il primo cittadino di Gioia Tauro, Renato Bellofiore, che lancia attraverso una nota stampa, un appello a vincere il muro dell’omertà, appello che pubblichiamo di seguito integralmente.

“La città di Gioia Tauro in questi giorni guarda attonita e smarrita al dramma – inverosimile ma purtroppo reale – che ha sconvolto una famiglia ma anche le coscienze di tutta la comunità. La scomparsa del giovane Fabrizio Pioli , avvolta da troppi misteri e ombre, è divenuta ormai un peso non sopportabile per i suoi cari e per una comunità che vuole e deve conoscere la verità. Perché è inaccettabile che il valore di una vita sia ridotto al nulla , e che un padre ed una famiglia, ma anche tanti amici, non abbiano il diritto di avere chiarezza sul perché un ragazzo per bene, senza grilli per la testa e così tanto amato sia sparito nel nulla. Quello di Fabrizio è un vero e proprio dramma: perché essere strappati ai propri affetti è una cosa che fa male. Quando ciò accade ad un ragazzo come Fabrizio subentra anche molta rabbia. Da sindaco di Gioia Tauro, e rappresentante di una comunità che unita e solidale si associa alla famiglia Pioli nel chiedere Giustizia e Verità, rivolgo un appello accorato a tutti coloro i quali abbiano visto qualcosa o sappiano, anche per canali indiretti, cosa sia successo a Fabrizio e soprattutto dov’è Fabrizio. Non è possibile che un ragazzo venga inghiottito dal nulla e che nessuno veda o senta qualcosa. Mi appello alla sensibilità ed alla coscienza delle tantissime persone oneste che vivono a Gioia Tauro, Melicucco, nella Piana di Gioia Tauro e nella zona Jonica, luoghi nei quali Fabrizio pare si sia recato e dai quali pare sia scomparso. E’una preghiera rivolta a chi – forse perché padre, o madre, o fratello – può comprendere lo strazio che prova chi vede strapparsi un affetto così grande ed insostituibile ed al contempo si vede negare la possibilità di riportarlo a casa. Spesso la paura rappresenta un montagna difficile da scalare, ma ci sono tanti modi – anche nell’anonimato – per aiutare le Forze dell’Ordine, che tanto si stanno adoperando, a risolvere questa vicenda. Mi rivolgo pertanto a chiunque possa dare una mano di aiuto alla famiglia Pioli, alla quale tutti i gioiesi oggi simbolicamente appartengono: aiutateci a riportare a casa Fabrizio, aiutateci a fare giustizia, perché fatti del genere non abbiano più ad accadere. Chiedo a tutta la comunità gioiese di stringersi intorno alla famiglia Pioli e manifestare loro tutta la solidarietà di cui è capace. Chi sa parli! Per Fabrizio, per la sua famiglia, per tutti i cittadini onesti, per vincere con la solidarietà ogni notte di paura che grava ancora sulla nostra terra”.

Intanto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi, Paolo Ramondino ha convalidato il fermo per il ragazzo che insieme al padre Antonio (irreperibile) deve rispondere di omicidio e occultamento di cadavere di Pioli. Il giovane, assistito dall’avvocato Armando Veneto, si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha respinto tutte le accuse e ha negato di essere coinvolto nella vicenda, rilasciando delle dichiarazioni spontanee.