La Napoli targata de Magistris diventa città per gay

Sotto il Vesuvio gli omosessuali sono da oggi di casa. Il consiglio comunale partenopeo ha approvato l’istituzione del registro delle Unioni civili. Gli stessi “diritti civili”, da elencare in un apposito regolamento esecutivo, saranno garantiti alle coppie che convivano da almeno un anno, etero o gay. La decisione che lascia esterefatti ed imbarazza la Napoli bene è stata fortemente voluta da Luigi de Magistris. La delibera prevede la nascita del Registro ed il riconoscimento dei diritti fino a quando persiste la situazione di convivenza, senza distinzione di sesso.

“Il registro avrà effetti concreti e non è solo un atto politico – ha detto de Magistris – mettiamo in evidenza dei “diritti” dormienti. Anche il sindaco di Milano ha chiesto una copia della delibera. Voglio sia chiaro che non si deve confondere l’amore con il sesso, noi parliamo del primo caso”. Esulta l’ex presidente nazionale di Arcigay, Franco Grillini, oggi responsabile diritti civili dell’Idv. “Il Comune di Napoli ha celebrato nel migliore dei modi quella che è la ricorrenza popolare degli innamorati. Come IdV crediamo che sia giusto approvare registri delle Unioni Civili in tutte le città italiane non più solo come fatto puramente simbolico o come semplice pressione sul Parlamento, ma come occasione vera di garanzie e di diritti che finora sono stati negati”. Di parere opposto, tra gli altri, il consigliere comunale del PdL, Marco Nonno, che parla di “operazione di facciata perché non avrà effetti sulla anagrafe cittadina” e che comunque rappresenta un attacco all’istituto della famiglia, “costituzionalmente tutelato”.

Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, si era già espresso a fine novembre, dopo il varo in Giunta della delibera approvata oggi in Consiglio. “Rispetto tutti, ho incontrato queste persone, per loro ho un rispetto totale senza alcun tentennamento. Però è chiaro che ci sono delle cose che, come cattolici, non possiamo accettare”.

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